Senza categoria
L’urbanistica è una scienza esatta se l’Uomo viene posto al centro delle scelte, diversamente è una jattura !!!
“tutto sta a scegliere come concepire la città: se la città viene intesa come luogo del piacere e le regole sono finalizzate a ciò, ovvero a rendere possibile un godimento diffuso, allora la vivibilità è garantita e reale ed i cittadini condividono storia, tradizioni, memoria comune e collettiva..”(arch. Enrico Martinelli)
Chi scrive ritiene di aver titolo a parlare di URBANISTICA E DI TUTELA DEL PAESAGGIO E DEI BENI CULTURALI, più di altri Cultori della materia che, in ogni caso, sulla stessa basano la propria attività professionale e lavorativa, in quanto, per motivi a tutt’oggi non del tutto noti, è da tempo lontana professionalmente dal settore e, quindi, sostanzialmente e fondamentalmente disinteressata e neutrale rispetto ai cavilli e ai “preziosismi” degli addetti ai lavori!
Chi scrive, però, ha riflettuto a lungo, ha studiato, non ha trascurato di seguire l’evoluzione legislativa dei vari aspetti del tema “organizzazione del territorio” nell’ultimo ventennio, per puro diletto!
E chi scrive ritiene che il vero limite degli interventi degli urbanisti sia quello di ripercorrere schemi di ragionamento impostati tra gli anni 40 e il 1968 e fondati su concetti schematici e desueti che, forse già tra il 1944 e il 1968 avevano mostrato dei limiti, ma che dal 1968 ad oggi sono stati stravolti, inapplicati, ignorati, mistificati, utilizzati per detenere il potere, mistificare la realtà e discriminare i cittadini, violare i diritti umani senza neanche tentare di pervenire allo scopo presunto dell’”organizzazione” del territorio: gestita nelle forme che abbiamo verificato negli ultimi decenni, l’urbanistica è stata strumento essa stessa di scempio delle città, dei territori e dei beni paesaggistici e culturali.
Per elaborare un piano urbanistico occorrerebbe partire dai bisogni dei cittadini e fare in modo che gli stessi trovino soddisfazione nel migliore dei modi possibile: prescindendo dalle esigenze ed imponendo inutili vincoli, omettendo di individuare gli interventi di edilizia residenziale pubblica, gli interventi di edilizia agevolata e di housing sociale, disconoscendo i bisogni degli abitanti, dei soggetti che nel territorio avrebbero voluto vivere ed esercitare una attività, degli stranieri che scelgono di fissare la loro residenza in Italia, dei giovani che non riescono ad accedere al mercato privato delle abitazioni ed ai mutui bancari, del popolo che avrebbe desiderato lasciare la promiscuità e l’insalubrità dei “bassi” senza essere deportato, evitare l’adattamento nei sottoscala e negli scantinati senza lasciare il proprio quartiere di origine, costruire con i necessari permessi una piccola abitazione nella propria terra senza lasciare il fondo agricolo o l’attività economica commerciale o artigianale gestita nel quartiere, si “disegnano” solo quadri destinati a rimanere illusorie prefigurazioni di luoghi inesistenti e che mai esisteranno.
Nella pianificazione della città l’ignorare la realtà economico sociale non ha solo portato ai fenomeni di “illegalità” dell’abusivismo edilizio e delle occupazioni abusive degli immobili pubblici, ma anche all’assegnazione illegittima a trattativa privata degli immobili destinati ad uso non abitativo, all’incapacità di utilizzare manufatti pubblici, alla non realizzazione del completamento del centro direzionale con il project financing dopo aver sradicato, a tale presunto fine, il commercio all’ingrosso e delocalizzato il mercato ortofrutticolo al CAAN, alla mancata utilizzazione di Bagnoli e degli spazi abbandonati dall’Italsider, alla mancata utilizzazione di una serie di contenitori dismessi dall’ex Cirio all’Area Corradini, dal piano di recupero di iniziativa privata di Pianura, al mancato completamento dei quartieri di ERP, delle relative urbanizzazioni e degli interventi di carattere commerciale e di terziario.
Le condizioni reali delle città dovrebbero far riflettere sulla possibilità di continuare a demandare ai cavilli di pianificazione urbanistica, delimitazione del perimetro, perequazione, volumetria, classificazione delle varie tipologie di suoli edificati, agricoli, industriali, centri storici di varia natura…….., standard, scia, cil…….. il destino di migliaia e migliaia di famiglie, giovani, bambini!
E se tutti questi studi, cavilli, piani, normative sempre più complesse e irragionevoli, normative statali e regionali da valutare in team composti da avvocati, giuristi e architetti, esperti di pianificazione territoriale, soprintendenti e politici, codici della cultura e dell’ambiente, testi unici dell’edilizia, leggi regionali, piani casa di destra e di sinistra, sanatorie edilizie ed abbattimenti avessero salvato almeno una parte del nostro territorio, si potrebbe ritenere che tanti sforzi legislativi ed ermeneutici siano stati giustificati: ma così non è…..lo scempio è da tutti constatato e condiviso!
L’unico politico che ha compreso, nel senso più profondo del termine, la necessità di partire dai “bisogni”, di programmare con attenzione al rispetto dei diritti reali delle persone, di chiedere la “partecipazione” delle persone è stato Pier Luigi Bersani che avrebbe potuto, e forse potrebbe ancora, innestare processi virtuosi che supererebbero di gran lunga e nel cuore dell’Europa, le esperienze partecipative latino americane.
In Brasile ed in analoghe realtà sono “dichiarazioni di principio”, fatti un po’ rituali, applicazione di meccanismi di bilancio poco complessi….in Italia potrebbero diventare ben altro e segnare un indirizzo e un orientamento per il superamento dei “limiti” del presunto rigore europeo!
Caro Bersani le modalità di applicazione della tua riforma, quando, logicamente e normalmente (perché per tua fortuna non sei un urbanista) hai detto, che i Comuni dovevano decidere dove consentire di collocare la media e grande distribuzione e chiarirlo nei loro piani urbanistici generali ed attuativi e sei “finito” in “infinite” diatribe se erano varianti o non erano varianti, se si poteva dichiarare che non variavano o non si poteva dichiarare che non variavano, dovrebbe far riflettere sulla possibilità di continuare a demandare ai cavilli della presunta pianificazione urbanistica, così retrivamente intesa, le sorti del Paese, lo sviluppo economico, turistico, le capacità ricettive, le decisioni reali e necessarie per riconoscere e tutelare il diritto al lavoro, il diritto alla casa, la sicurezza e la salute, il benessere in senso lato dei cittadini!
E allora? Allora si deve ripartire dal Diritto, dai Diritti dell’Uomo, dai Diritti Costituzionali , dai Diritti alla vita, alla salute, alla libertà, alla dignità e al lavoro!
Alla luce della tutela di tutti questi diritti irrinunciabili, bisogna rimeditare su tutto, rielaborare il concetto di rispetto della legalità, conoscere e riconoscere il territorio, articolare le scelte, le decisioni, le normative non contro gli interessi dell’uomo ma nel rispetto delle sfaccettature e degli interessi della collettività, con attenta considerazione degli equilibri, del rispetto dei limiti, della considerazione delle diverse realtà e condizioni umane.
Il diritto eguale in condizioni profondamente diseguali……….può generare mostri: l’urbanistica, se diventa la scienza per analizzare e conoscere i territori, se diventa la scienza che consente di scegliere ed indirizzare il destino dei territori, se è pensata per l’uomo e non contro l’uomo, può diventare la chiave di lettura delle società complesse.
Ancora sull’Innovativo Piano di PISCOPO!

Riguardiamo di nuovo l’elenco della delibera del 30 novembre dichiata immediatamente esecutiva il 30 novembre e forse sospesa il 27 febbraio 2017.
La spiegazione dei casi relativi a questo elenco è stata effettuata nei Blog del 1-3 marzo segnalando con diversi colori i differenti casi:
Quindi abbiamo
A)26 immobili da demolire che fin dall’inizio per legge, rammentata dal Segretario Generale, non dovevano essere previsti in delibera: senza colore
B)3 immobili sottratti con atti precedenti al programma relativo ad immobili abusivi, che non si capisce perché vengano inseriti in elenco.
IN AZZURRO vedi nn 23- 26- 29
C) 7 immobili che sono risultati da demolire e, quindi, devono essere estrapolati dalla delibera essendo finiti nel gruppo A)
IN VERDE
D) 6 IMMOBILI DA ACQUISIRE PER INTERESSI PUBBLICI PREVALENTI NON SPIEGATI E NON DEFINITA LA PREVALENZA , ma acquisiti in date diverse da quelle riferite dalla delibera come “date scelte”: quindi, scelti a caso tra non meno di 60.000 immobili abusivi ancora non condonati o non condonabili e sempre che:
a) non abbiano contenziosi in corso
b) la Soprintendenza concordi sulla loro possibilità di mantenimento.
IN ROSSO
I casi più strani sono i 3 immobili sottratti dall’elenco, perché, per gli stessi, non si comprende il motivo per il quale gli Uffici portano in approvazione consiliare tre casi, ai numeri 23. 26 e 29 che già quando l’elenco è stato predisposto, si dichiarava di non dover più considerare.
La delibera consiliare approvata il 30 novembre viene scritta nell’agosto 2016, portata alla segreteria della giunta il 5 settembre 2016, e approvata in Giunta Municipale il 22 settembre, mentre dall’elenco da loro stessi allegato si evince che i casi che dovevano essere stralciati erano noti:
il 23 dal 2 febbraio 2016
il 26 dal 25 giugno 2015
il 29 dal 14 luglio 2015
E allora perché vengono elencati? Sorge il dubbio che si tratti di “casi” particolari sui quali i dirigenti vogliono procurarsi un avallo indiretto dalla Giunta e dal Consiglio.
Altrimenti per quale motivo gli immobili stessi vengono inseriti in questo elenco?
E si allegano delle schede apposite?
Al n. 26 nell’elenco, si dice solo che l’acquisizione è stata annullata nel giugno 2015 con Disposizione Dirigenziale.
Controlliamo la scheda: troviamo che si tratta di abuso commesso in via Scarlatti 147 e su Google Maps vediamo che si tratta del locale “La Botte”.
Leggiamo la scheda:
E constatiamo che esisteva una richiesta di condono del 1986, un condono rilasciato nel 2008, che nel 2010 era subentrato un ordine di demolizione e nel 2011 l’annullamento del condono rilasciato nel 2008, ma successivamente nel febbraio del 2013 con disposizione dirigenziale n. 501/C è stata rilasciata una “attestazione che le opere ritenute abusive erano in realtà idonee al rilascio del permesso di costruire in sanatoria”.
In base a questa attestazione la dottoressa Contino ha annullato l’acquisizione disposta il 12 giugno 2014.
Gli interrogativi sono molti.
Il primo, si torna a ripeterlo, è quello di conoscere il motivo per cui la stessa Contino che nel Giugno del 2015 ha annullato l’acquisizione, inserisce nell’elenco tra agosto e settembre 2016 questa scheda.
Il secondo è se, dopo questa attestazione di idoneità al rilascio del permesso a costruire in sanatoria del 2013, è subentrato il relativo permesso o meno.
Il terzo è il motivo per cui nel 2014 è stata disposta l’acquisizione del bene poi annullata nel 2015 senza controllare e citare l’intervenuto permesso a costruire.
La quarta domanda è più complessa: di quali titoli per l’esercizio dell’attività è munito il locale?
Infatti il Direttore Generale Auricchio nel regolamento dello Sportello Unico delle Attività Produttive, ha disposto, forse in presunta riforma con atto monocratico dirigenziale di un atto consiliare del 2001 ratificato in Regione Campania e costituente parte integrante del Piano regolatore della Città di Napoli con tutto il complesso iter approvativo delle pianificazioni urbanistiche:
“
Articolo 2
……… omissis
Sono altresì esclusi dall’ambito di appllcazlone del procedlmento gestito dal
SUAP:
a) gli immoblll a destinazione produttiva nei quali sono stati commessi abusi edilizi
per i quali non sia mai stata presentata domanda di condono edilizio;
b) gli immoblll a destínazlone produttiva per i quali è pendente un procedimento
non ancora esltato dl condono edlllzio;
c) gli immobili a destinazlone produttiva, per i quali si renda necessaria la
presentazlone di una domanda di accertamento di conformltà di cul all’ art. 36 del
D.P.R. 380/2001, ovvero questa sia stata presentata al competente ufflclo ma
non ancora esitata;……………….
La Scia/domanda di autorizzazione può essere presentata con le modalità descritte avanti solo in caso di esito positivo delle procedure ivi descritte. Diversamente deve essere disposta I’improcedlbilita per carenza di un pre-requlsito essenziate.
(disposizione dirigenziale n.21 del 15.05.2014 a firma di Attilio Auricchio)
Questa Disposizione, (sulla cui legittimità e opportunità trasmisi apposita Relazione al Sindaco evidenziando che lo Sportello Unico per le attività Produttive aveva la sua genesi proprio, al contrario, per la contestuale soluzione delle problematiche autorizzative delle attività/e della legittimità urbanistico edilizia del sito prescelto per l’esercizio della stessa, (ipotesi in cui al fine di avviare attività produttive dovevano essere effettuati anche interventi autorizzativi edilizi CONTESTUALI) determina che
tutte le istanze presentate da coloro che non sono muniti delle licenze edilizie/concessioni edilizie/permessi a costruire/ concessioni in sanatoria rilasciate/accertamenti di conformità eseguiti vengono dichiarate IRRICEVIBILI e restituite ai privati
La condizione di irricevibilità permane fino alla regolarizzazione urbanistico edilizia.
Essendo statisticamente improbabile l’autocertificata conformità a quanto realizzato prima del 1939 o a quanto ottenuto tra il 1939 e il 1977, tra il 1977 e il 2001 o anche tra il 2001 e la data di avvio di una attività imprenditoriale, gli Uffici dovrebbero solo dichiarare irricevibilità…………
E allora come si trovano attività in esercizio in immobili abusivi, in immobili sui quali sussistono domande di condono ma non ancora esitate, in immobili per i quali l’accertamento di conformità non è stato ancora verificato e concluso?
salvo che non abbiano studiato un nuovo procedimento : scia- irricevibilità- nuova scia- irricevibilità- nuova scia- irricevibilità- nuova scia- irricevibilità che, in sostanza, lascia le attività in essere senza alcuna assunzione di responsabilità da parte della dirigenza!
Il ping pong?????????
E come è stata ricevuta la domanda per l’assegnazione delle 5 Stelle dell’Hotel Romeo in presenza di accertata difformità tra concesso e realizzato?
E per il pubblico esercizio di via Scarlatti 147 la Paolillo non ha inviato l’irricevibilità o la Contino non sa di aver rilasciato il permesso in sanatoria a seguito di accertamento di conformità in zona vincolata?
Ma questo esula dall’innovativo Piano di lotta all’abusivismo edilizio di Piscopo che avrebbe solo dovuto chiedersi il motivo per cui gli Uffici hanno portato in Consiglio Comunale un elenco predisposto nel 2016 inserendo ai numeri 23. 26 e 29 tre casi stralciati per disposizione dirigenziale o per parere dell’Avvocatura Municipale!
Ida Alessio Vernì
Sulla discussione tecnica ineccepibile fatta nel rispetto della normativa vigente che ha dato alla città un segnale forte di legalità


Fino al 1985 gli immobili abusivi si potevano demolire o utilizzare alternativamente, dal 1985 in poi
si devono demolire
ed oggi per non demolirli…….
(salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico. (comma così modificato dall’art. 54, comma 1, lettera h), legge n. 221 del 2015)
quindi la scelta non può essere fatta subordinatamente ad una postuma consultazione sugli interessi ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico e, DOPO AVER OTTENUTO UNA DICHIARAZIONE DI NON CONTRASTO dagli altri ENTI ( dimenticavo compatibilmente con il controllo di tutti i gazebi e gli oggetti di arredo urbano pubblicitario abusivi e lesivi dell’immagine della città, che io ho fatto montare a Napoli, senza consultarmi per il colore!) si deve:
- a) DICHIARARE IL NON CONTRASTO CON RILEVANTI INTERESSI URBANISTICI
- b) INDICARE GLI INTERESSI PUBBLICI da perseguire
- c) MOTIVARNE LA PREVALENZA rispetto alla legalità e all’interesse al ripristino dello stato dei luoghi
Dal Blog dell’architetto Troncone si può trarre questa sintesi:
(PD, CINQUE STELLE, FI, DE MAGISTRIS SINDACO, VERDI, E LISTE CIVICHE DI DESTRA E SINISTRA compreso il sindaco de Magistris votano all’unanimità il rinvio della delibera sull’abbattimento degli immobili abusivi).
Il consiglio comunale di Napoli ha votato all’unanimità, ad eccezione del sottoscritto (Gaetano Troncone), il rinvio in commissione della delibera relativa alla demolizione di alcuni immobili abusivi. Nonostante sia un provvedimento imposto dalla legge e non più rimandabile, si è preferito rinviare tutto in commissione per motivi a mio avviso poco chiari. La delibera prevede anche la possibilità di poter estrapolare alcuni di questi immobili per destinarli ad attività di pubblico interesse (scuole, uffici comunali, beni da destinare ad associazioni etc…). Di seguito segnalo il mio intervento che documenta il tentativo di oppormi all’ immotivato rinvio che potrebbe essere foriero della volontà di ”mettere a dormire” la delibera, evento che farà gioire gli abusivi…
Consigliere Comunale
arch. Gaetano Troncone
Le commissioni Diritto alla città e Politiche urbane si sono nuovamente confrontate sui contenuti della delibera 553 di proposta al Consiglio per dichiarare l’esistenza di prevalenti interessi pubblici alla conservazione di immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale o inserimento degli stessi in programmi di demolizione. Dopo una lunga discussione, nel corso della quale i dirigenti comunali dei servizi antiabusivismo e patrimonio, Salvati, Aprea e D’Esposito hanno fornito una serie di chiarimenti di natura tecnica, le commissioni hanno deciso di rinviare la delibera in Consiglio.
Gli uffici sono intervenuti, in particolare, per chiarire i motivi tecnici che hanno portato alla scelta dei 42 immobili inseriti in delibera tra tutti gli immobili acquisiti nel tempo al patrimonio comunale perché abusivi. Si tratta di immobili acquisiti al patrimonio tra il 2014 e il 2015. Per legge, se, dopo 90 giorni dalla contestazione dell’abuso, i luoghi non vengono ripristinati, gli immobili vengono acquisiti al patrimonio del Comune che deve demolirli in danno o, in alternativa, conservarli se interviene la dichiarazione di interesse pubblico da parte del Consiglio. La scelta è stata operata per motivi legati alla maggiore facilità di reperire la documentazione completa dei manufatti. In ogni caso, hanno chiarito i dirigenti comunali, tutti gli immobili abusivi per i quali non si sia ottemperato all’obbligo di demolizione, sono già stati acquisiti al patrimonio comunale. Nessun ostacolo, infine, è costituito dalla presentazione di ricorsi.
Numerosi gli interventi dei consiglieri intervenuti nel dibattito, incentrati prevalentemente sull’aspetto della scelta degli immobili oggetto della delibera: contrarietà alla delibera per l’assenza di elementi che possano far decidere per la finalità pubblica e per la scelta di inserire nell’elenco delle opere, scegliendole tra altre migliaia, quelle sulle quali sono in corso contenziosi (Lebro, La Città); la delibera va ritirata in attesa che venga fatta chiarezza su tutti i beni già acquisiti da inserire in un progetto complessivo con finalità chiare (Langella, Prima Napoli); la scelta migliore è pronunciarsi in modo negativo su un atto privo di elementi di chiarezza sia sulla scelta degli immobili proposti al voto del Consiglio che sulla loro successiva destinazione, che non può essere quella della dismissione, anche per motivi morali (Cecere, Dema); prima dell’aspetto tecnico va approfondito quello della scelta politica di mantenere questi immobili e destinarli a fini pubblici e sociali (Bismuto, de Magistris Sindaco); occorre dare alla città un segnale forte di legalità, chiarendo bene ogni aspetto della scelta che si va ad operare (Menna, Movimento 5 Stelle); perplessità sul criterio temporale adottato nella scelta degli immobili inseriti in delibera, e in particolare sull’inserimento di quelli gravati da contenzioso (Valente, Partito Democratico); la discussione politica nel merito deve
via Giovanni de Matha 49
prevalere su quella tecnica, che la scelta andava fatta escludendo gli immobili gravati da contenzioso, circostanza che non è stata invece presa in considerazione (Simeone, de Magistris Sindaco); tutti gli elementi tecnici sono stati chiariti, non resta che la scelta politica di pronunciarsi a favore o contro l’atto (Troncone, de Magistris Sindaco); la confusione nasce dall’errata scelta politica operata dalla Giunta di mettere insieme immobili di diversa natura accomunati solo dal criterio temporale, mentre andava fatto un chiarimento più approfondito sulla storia di ogni singolo cespite (Santoro, Napoli Capitale); vanno eliminati dall’elenco gli immobili sui quali pendono ricorsi, lavorando invece su quelli per i quali esiste certezza (Nonno, Prima Napoli); chiusa la fase di natura tecnica, si apre ora quella del confronto politico che va affrontato in Consiglio (Rinaldi, Napoli in Comune a Sinistra).
I presidenti delle commissioni, Carmine Sgambati e Eleonora de Majo, hanno concordato sulla necessità, completata con la riunione di oggi la fase degli approfondimenti tecnici, di riportare la discussione all’esame dell’Aula.
Da questo dibattito si evince che mentre Coppeto e Rinaldi ritenevano chiari e “ineccepibili” gli elementi “tecnici” forniti dalla Giunta Municipale, in Cecere, Bismuto e Santoro, qualche dubbio esisteva!
Ora sia chiaro: il criterio temporale non ha senso logico perché le scelte di conservazione vanno fatte sulla base di altri criteri, ma, anche dato per buono, si scopre che la Giunta Municipale ha scelto gli immobili a caso, e poi ha reiterato l’ordine di acquisizione e la trascrizione in altre date, e solo dopo ha fissato l’arco temporale di riferimento.
E’ proprio l’utilizzo di questa “tecnica” ad inficiare la validità delle “lettere” e a dimostrare la consapevolezza delle azioni poste in essere dalla Giunta: la dirigenza nelle schede NON occulta e, quindi, Piscopo è perfettamente in grado di valutare il piano proposto.
E allora premesso che si tratta di una acquisizione finalizzata solo alla DEMOLIZIONE, da vedere come sanzione amministrativa che induca il privato all’autodemolizione per non perdere il suolo: (non è l’acquisizione che consente di “affittare” o percepire reddito da “oggetti di reati”),
quanto alla DATA, le norme possono essere interpretate in due modi:
– ordine di demolizione, inottemperanza all’ordine, decorso di 90 giorni, al 91° l’immobile è acquisito insieme all’area di sedime o maggiore se già indicato nell’ordine di demolizione: trascrizione nei registri, immissione in possesso, etc. etc. sono mere formalità perchè l’acquisizione si realizza con la semplice inottemperanza DI DIRITTO al 91° giorno (giurisprudenza prevalente- dottrina prevalente) (ne discende, per converso che cessato il reato, con il rilascio della sanatoria, o richiesta la sanatoria, che sospende la demolizione fino alla decisione, rimane ANNULLATA o SOSPESA l’acquisizione (mere formalità la richiesta di cancellazione della trascrizione post condono e/o post presentazione della domanda di condono)
- visione formalistica che dà valore costitutivo alla pubblicità nei registri immobiliari (tesi che sarebbe isolata ma potrebbe anche essere sostenuta in una città in cui durando il procedimento di condono decenni e moltiplicandosi i passaggi di proprietà mortis causa ed inter vivos l’acquisizione sarebbe poi quasi sempre inopponibile al soggetto che non ha costruito abusivamente e non conosceva l’ordine di abbattimento): qui le date di acquisto dei sei immobili da NON DEMOLIRE sarebbero “veritiere” e l’obbligatorietà della cancellazione delle iscrizioni nei registri a seguito delle ottenute concessioni in sanatoria, o della presentazione delle domande di condono, potrebbero avere un senso……… ma tutte le lettere sarebbero illegittime (e forse non solo) perchè inviate a legittimi proprietari di un oggetto di reato, custodi del bene fino alla demolizione!
La normativa attualmente in vigore ( da 15 anni circa!) richiede la notifica all’interessato di aver accertato l’inottemperanza, e forse, congiuntamente, l’immissione in possesso e la trascrizione nei registri immobiliari:
Art. 31 TU Edilizia:
omissis
- Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.
- L’accertamento dell’inottemperanza alla ingiunzione a demolire, nel termine di cui al comma 3, previa notifica all’interessato, costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, che deve essere eseguita gratuitamente.
Cosa bisogna chiedere al Ministero?
Non sarebbe meglio chiedere all’Assessore Piscopo e a Fucito di chiarire le sorti degli immobili che non si “vendono”, visto che, nella fretta di portare a casa questo mirabile piano urbanistico, se non si revoca la delibera in autotutela, ne è prevista la demolizione con esecuzione immediata ???????
IAV
Demolizioni inattese! Massimo rigore contro l’abusivismo edilizio!
Come abbiamo già da tempo sottolineato la innovativa delibera sugli immobili abusivi è veramente Made in Neaples ed ora si arricchisce di due finti emendamenti, di pareri negativi che diventano positivi, di balbettamenti, di infiammate dichiarazioni politiche: il tutto senza alcun effetto reale.
Distratti da tante polemiche vere o false e da tante manovre, nessuno si accorge che la delibera praticamente non esiste e che le conte (non da laurea in giurisprudenza, da docenze universitarie, lauree in architettura/ingegneria di cui tutti i firmatari sono ampiamente dotati, ma da scuole “piccoline” come ironizzava un mio ex Assessore all’Urbanistica degli anni ’90) non tornano!
Al netto di una narrativa che nulla dice, salvo che raccontare come si sarebbe organizzata la Macchina Comunale (???) per produrre questi capolavori, magari traducendo in “italiano” la consulenza fornita in proposito dalla Napoli Servizi, che, fedele alla sua denominazione, svolge le proprie riunioni in puro dialetto, l’Assessore Piscopo e un gruppo interdirezionale formato da tutti i firmatari, hanno scritto, riunito, parlato, stampato per mesi e mesi e mesi per non decidere esattamente niente.
E sarebbe all’illuminato parere di costoro, che dovrebbero essere sottoposti a procedimenti disciplinari e ad indagini da parte della Procura e della Corte dei Conti, che Piscopo avrebbe subordinato l’accettazione dell’emendamento incomprensibile!
E mentre Natalia d’Esposito, firmando su carta intestata della Napoli Servizi, inviava centinaia e centinaia di lettere alle famiglie presunte assegnatarie di case di ERP sorte dal nulla (non occorre una interpretazione “autentica” (sic!) di norme del 94 a distanza di 23 anni per comprendere che la innovativa tesi NON REGGE), la Egeria Natilli riconosceva 5 stelle all’Hotel di Romeo che, a quanto si apprende dai giornali avrebbe realizzato abusi edilizi e avrebbe ricevuto, quindi, ordinanze di ripristino dello stato dei luoghi che, non ottemperate, avrebbero legittimato l’acquisizione automatica al Comune dell’Hotel e, che, comunque allo Sportello Unico non avrebbe potuto accedere, perché privo dell’agibilità edilizia che si ha solo in caso di perfetta conformità tra il concesso ed il realizzato!

E allora vediamo cosa avrebbero deciso con oltre 400 pagine di delibera:
-
Sulla sopraelevazione di Mario Scala di via Salvatore Dalì che dovrebbe essere destinata ad Attrezzatura di quartiere:
a) l’acquisizione è avvenuta nei primi giorni del 2007 quando, al 91° giorno dalla notifica dell’ordinanza di demolizione del 27 ottobre 2006 lo stesso non ha demolito la casa e, quindi, non rientra nelle case acquisite nelle date dichiarate in narrativa: la tesi giuridica può essere scelta (acquisizione automatica al 91° giorno ovvero trascrizione nei registri immobiliari) ma la scelta deve essere univoca non si può applicare una tesi sugli immobili da NON DEMOLIRE e altra tesi sul quelli da cui trarre reddito!)
b) esiste certamente un contenzioso in essere vedi emendamento approvato in Consiglio
NESSUNA DECISIONE
-
Via Vicinale Ravioncello DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via Croce del Piperno 106 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via Vecchia Napoli n. 42 l’immobile di Di Marino Maria già acquisito nel luglio 2005
è DA DEMOLIRE per MANCATA INDICAZIONE INTERESSE PUBBLICO
NESSUNA DECISIONE ( eliminato l’inserimento nel programma di dismissione senza indicare altri interessi pubblici prevalenti, automaticamente va in demolizione)
-
via Terracina 271 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via camaldolilli 223 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via Nuova Toscanella 124 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
corso 4 Novembre n 66 l’immobile di Cuccaro Michele già acquisito nel giugno 2009 è DA DEMOLIRE per MANCATA INDICAZIONE INTERESSE PUBBLICO
NESSUNA DECISIONE ( eliminato l’inserimento nel programma di dismissione senza indicare altri interessi pubblici prevalenti, automaticamente va in demolizione)
-
via Montagna Spaccata 394 di Vallefuoco Aniello acquisita nel marzo 2013 che dovrebbe essere destinata ad edilizia residenziale pubblica o sociale:
a) l’acquisizione è avvenuta nel marzo 2013 quando, al 91° giorno dalla notifica dell’ordinanza di demolizione del dicembre 2012 lo stesso non ha demolito la casa e, quindi, non rientra nelle case acquisite nelle date dichiarate in narrativa: la tesi giuridica può essere scelta (acquisizione automatica al 91° giorno ovvero trascrizione nei registri immobiliari) ma la scelta deve essere univoca non si può applicare una tesi sugli immobili da NON DEMOLIRE e altra tesi sul quelli da cui trarre reddito!)
b) esiste certamente un contenzioso in essere vedi emendamento approvato in Consiglio
NESSUNA DECISIONE
-
via Liburia n 30 di Volpe Vincenzo acquisita nel luglio 2004, che dovrebbe essere destinata ad edilizia residenziale pubblica o sociale:
a) l’acquisizione è avvenuta nei primi giorni del 2007 quando, al 91° giorno dalla notifica dell’ordinanza di demolizione del 27 ottobre 2006 lo stesso non ha demolito la casa e, quindi, non rientra nelle case acquisite nelle date dichiarate in narrativa: la tesi giuridica può essere scelta (acquisizione automatica al 91° giorno ovvero trascrizione nei registri immobiliari) ma la scelta deve essere univoca non si può applicare una tesi sugli immobili da NON DEMOLIRE e altra tesi sul quelli da cui trarre reddito!)
b) esiste certamente un contenzioso in essere vedi emendamento approvato in Consiglio
NESSUNA DECISIONE
-
VIA 4 APRILE 63 DEPOSITO INTERRATO del signor Terracciano Gaetano acquisito nell’aprile 2003 DA DEMOLIRE MANCATA INDICAZIONE INTERESSE PUBBLICO
NESSUNA DECISIONE ( eliminato l’inserimento nel programma di dismissione senza indicare altri interessi pubblici prevalenti, automaticamente va in demolizione)
12. Traversa corso sirena 277 della signora Di Liberti Rita acquisita nel maggio 2013 DA DEMOLIRE per MANCATA INDICAZIONE INTERESSE PUBBLICO
NESSUNA DECISIONE ( eliminato l’inserimento nel programma di dismissione senza indicare altri interessi pubblici prevalenti, automaticamente va in demolizione)
13. via Cupa Molisso 14 della signora Capasso Adelina acquisita nel luglio 2005 DA DEMOLIRE MANCATA INDICAZIONE INTERESSE PUBBLICO
NESSUNA DECISIONE ( eliminato l’inserimento nel programma di dismissione senza indicare altri interessi pubblici prevalenti, automaticamente va in demolizione)
14. via Torciolano 28 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
15.via del Cassano 250 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
16. via Caserta del Bravo 220 del signor Carpentieri Gennaro acquisita nel luglio 2004 per fini pubblici sociali
a) l’acquisizione è avvenuta nel luglio 2004 quando, al 91° giorno dalla notifica dell’ordinanza di demolizione del 2004 lo stesso non ha demolito la casa e, quindi, non rientra nelle case acquisite nelle date dichiarate in narrativa: la tesi giuridica può essere scelta (acquisizione automatica al 91° giorno ovvero trascrizione nei registri immobiliari) ma la scelta deve essere univoca non si può applicare una tesi sugli immobili da NON DEMOLIRE e altra tesi sul quelli da cui trarre reddito!)
b) esiste certamente un contenzioso in essere vedi emendamento approvato in Consiglio
NESSUNA DECISIONE
17. via vicinale Soffritto 52 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
18. via Vespulo 15 della signora Terracciano Laura acquisita nel maggio 2012 da destinare ad edilizia residenziale pubblica
a) l’acquisizione è avvenuta nel maggio 2012 quando, al 91° giorno dalla notifica dell’ordinanza di demolizione del febbraio 2012, lo stesso non ha demolito la casa e, quindi, non rientra nelle case acquisite nelle date dichiarate in narrativa: la tesi giuridica può essere scelta (acquisizione automatica al 91° giorno ovvero trascrizione nei registri immobiliari) ma la scelta deve essere univoca non si può applicare una tesi sugli immobili da NON DEMOLIRE e altra tesi sul quelli da cui trarre reddito!)
b) esiste certamente un contenzioso in essere vedi emendamento approvato in Consiglio
NESSUNA DECISIONE
19. via A Falcone 298/A DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
20. via Marano Pianura 8 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
21.via vicinale tavernola di Sollo Giuseppina acquisita nell’Ottobre 2013 accosto 10 da valorizzare e locare (?????)
a) l’acquisizione è avvenuta nell’Ottobre 2013 quando, al 91° giorno dalla notifica dell’ordinanza di demolizione del luglio 2013, la stessa non ha demolito la casa e, quindi, non rientra nelle case acquisite nelle date dichiarate in narrativa: la tesi giuridica può essere scelta (acquisizione automatica al 91° giorno ovvero trascrizione nei registri immobiliari) ma la scelta deve essere univoca non si può applicare una tesi sugli immobili da NON DEMOLIRE e altra tesi sul quelli da cui trarre reddito!)
b) esiste certamente un contenzioso in essere vedi emendamento approvato in Consiglio
NESSUNA DECISIONE
22. via Contieri 2 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
23. ??????????????????? era via vicinale Pignatiello 10 nota avvocatura del 2.2.2016
24. via B Segre 42 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
25. via Pia 49A DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
26. ????????????? era via Scarlatti 147 di Walter Bruno per tettoia tra due palazzi poi condonata DD del 25.6.2015
27. via Archimede retrostante 9 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
28. via Contieri 7 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
29 ?????????????????????????? DD del 14.7.2015 era del Signor Varietà Matteo in via Giovanni del Matha Napoli
-
via Agnano Astroni 334 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via dello Zodiaco 5 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via Montagna Spaccata 497 di Antonio Simeoli DA DEMOLIRE MANCATA INDICAZIONE INTERESSE PUBBLICO
NESSUNA DECISIONE ( eliminato l’inserimento nel programma di dismissione senza indicare altri interessi pubblici prevalenti, automaticamente va in demolizione)
-
via provinciale Santa Maria a Cubito 800 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via Comunale Margherita 291 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via san carlo alle Mortelle 7 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via Comunale dell’Olivo 41 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
viale privato Marotta 1 era di Marco Cuomo DA DEMOLIRE MANCATA INDICAZIONE INTERESSE PUBBLICO
NESSUNA DECISIONE ( eliminato l’inserimento nel programma di dismissione senza indicare altri interessi pubblici prevalenti, automaticamente va in demolizione)
-
via villa Bisignano 43 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via delle Butoliche 2/B DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
corso secondigliano 74 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via Berenice 11 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
-
via Sanità 152 DA DEMOLIRE NESSUNA DECISIONE
Quindi abbiamo
-
A) 26 immobili da demolire che fin dall’inizio per legge, rammentata dal Segretario Generale, non dovevano essere previsti in delibera
-
B) 3 immobili sottratti con atti precedenti al programma relativo ad immobili abusivi, che non si capisce perchè vengano inseriti in elenco
-
C) 7 immobili che sono risultati da demolire e, quindi, devono essere estrapolati dalla delibera essendo finiti nel gruppo A)
-
D) 6 IMMOBILI DA ACQUISIRE PER INTERESSI PUBBLICI PREVALENTI NON SPIEGATI E NON DEFINITA LA PREVALENZA , ma acquisiti in date diverse da quelle riferite dalla delibera come “date scelte”: quindi, scelti a caso tra non meno di 60.000 immobili abusivi ancora non condonati o non condonabili e sempre che:
a) non abbiano contenziosi in corso
b) la Soprintendenza concordi sulla loro possibilità di mantenimento.
Allora è evidente che è veramente un mistero il motivo per cui si debba organizzare un piano relativo a 42 immobili per decidere di utilizzarne 6 senza aver chiarito in nessun modo i motivi di tale scelta casuale quanto a quartiere, a data di acquisizione, a entità e tipologia del manufatto, ed è palese a chiunque che trattasi di una delibera infarcita di errori nella quale nulla viene chiarito e definito e nulla si risolve.
I motivi per i quali l’Assessore Piscopo sia convinto del fatto di aver approvato un piano eccezionale e che la decisione riguardi 14 immobili rimangono oscuri: (non che 14 avrebbe avuto un più grande significato di 6….ma solo per sottolineare che i dirigenti che firmano per il parere favorevole il 30 novembre in Consiglio Comunale non si accorgono neanche che , eliminata l’ipotesi dell’inserimento negli elenchi degli immobili da dismettere, gli immobili finivano in demolizione automaticamente e che , comunque, non sanno contare perchè le voci C) e D) sommate danno 13).
Forse il 13 porta sfortuna?
Ma allora perché questa delibera è tanto importante?
Ida Alessio Vernì
Palme napoletane: non sono autoreggenti!

Anche a Napoli molto di recente nel corso di lavori dalla durata imprecisata, svolti con modalità che non prevedono alcuna tutela per gli interessi economici e sociali delle attività sui due lati della strada, per pavimentare via marina e realizzare una pista ciclabile e un megatotem pubblicitario non temporaneo di pubblica utilità, abbiamo avuto le palme.
Ma non sono autoreggenti!


Causa gli avvenimenti in via Merliani documentati da questa foto ed altre vicende

ringraziamo dei PUNTELLI!
IAV
Il grido di dolore era del 7 febbraio 2015!


Perchè l’Archivio storico municipale non emoziona nessuno?
Archivio storico municipale

“Per valorizzare un archivio dell’importanza di quello del Comune di Napoli, non basta ordinarlo, provvederlo di indici, metterlo in condizioni tali che gli studiosi siano largamente aiutati nelle loro ricerche. Bisogna andare incontro alle persone colte italiane e straniere, far conoscere loro, tangibilmente, quali documenti e di quale importanza siano conservati in questa sede”.
(Alessandro Cutolo, 1929)
Mi sono “immersa nelle strade” e racconto. Ho incontrato la comunità popolare napoletana vera e………….
Napoli va conosciuta,amata. Venite a Napoli, tornate a Napoli. Visitatela, vivetela. Napoli, oggi, ha voglia di essere capitale. Aiutiamoci tutti. Napoli res publica, agorà, polis. Napoli cuore del mediterraneo. Città di mare, oltre ogni confine. Superamento di proprietà, verso la comunione. Napoli inferno e paradiso. Quindi vita, con tutte le sue complessità e contraddizioni. Napoli avere ed essere, amore ed odio. Passione contro indifferenza. Napoli assetata di giustizia, con profonda voglia di riscatto. Orgoglio partenopeo. Immergetevi nelle strade e raccontate. Cogliete il profondo volto umano della Città. Napoli oggi vive, non sopravvive. La potenza vulcanica vince contro rassegnazione e lamento. Percepisco la forza di Napoli. Avanti tutta, senza sosta, nella costruzione della comunità popolare napoletana». Lo scrive su Facebook il sindaco Luigi de Magistris.
Luigi Roano il 1 dicembre ha raccontato che il Comune di Napoli: “ha portato a casa una delibera che apre nuovi scenari riguardo agli immobili abusivi. Passa il principio che nessuno resterà impunito in materia di abusi edilizi e che si può abbattere oppure riconvertire a uso pubblico gli immobili fuori legge.”
Siccome il principio che “passava”, e che, a dire di PISCOPO, era difficile da inquadrare e aveva richiesto un “grande lavoro tecnico”, era quello da mezzo secolo in vigore in tutta Italia e non apriva alcun NUOVO SCENARIO, ci era sembrata una affermazione in stile Roano ………………………… su cui sorridere………………………..
Case abusive a Napoli, prime 42
acquisite al patrimonio comunale
ma poi si è scoperto che, effettivamente, lo SCENARIO che si apriva era “NUOVO” perché le 42 case erano le Ultime 42 acquisite al patrimonio comunale, le altre 10, 20, 30.000 chissà , erano già da decenni e decenni del Comune di Napoli e il grande lavoro tecnico e politico è stato quello di ricostruire e trasmettere le richieste di canoni arretrati e perchè allo scenario ordinario dell’abbattimento, salva la comprovata e sostenibile utilità pubblica dell’uso….. si è aggiunto l’acquisto per rivendere, cioè per inserire l’immobile nel programma di dismissione immobiliare!
Uno scenario “nuovo” che si sta concretizzando in migliaia e migliaia di lettere su cui ora ognuno ha qualcosa da dire!
Speriamo che tra politici di maggioranza e di opposizioni, legali, consulenti, giornalisti ed “esperti” di ogni genere non venga dato un contributo alla riuscita del nuovo scenario ideato dal Comune di Napoli sulla base di norme made in naples.
IAV