Sulla discussione tecnica ineccepibile fatta nel rispetto della normativa vigente che ha dato alla città un segnale forte di legalità

abbattimento

natilli

Fino al 1985 gli immobili abusivi si potevano demolire o utilizzare alternativamente, dal 1985 in poi

si devono demolire

ed oggi per non demolirli…….

(salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico. (comma così modificato dall’art. 54, comma 1, lettera h), legge n. 221 del 2015)

quindi la scelta non può essere fatta subordinatamente ad una postuma consultazione sugli interessi ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico e, DOPO AVER OTTENUTO UNA DICHIARAZIONE DI NON CONTRASTO dagli altri ENTI ( dimenticavo compatibilmente con il controllo di tutti i gazebi e gli oggetti di arredo urbano pubblicitario abusivi e lesivi dell’immagine della città, che io ho fatto montare a Napoli, senza consultarmi per il colore!) si deve:

  1. a) DICHIARARE IL NON CONTRASTO CON RILEVANTI INTERESSI URBANISTICI
  2. b) INDICARE GLI INTERESSI PUBBLICI da perseguire
  3. c) MOTIVARNE LA PREVALENZA rispetto alla legalità e all’interesse al ripristino dello stato dei luoghi

Dal Blog dell’architetto Troncone si può trarre questa sintesi:

(PD, CINQUE STELLE, FI, DE MAGISTRIS SINDACO, VERDI, E LISTE CIVICHE DI DESTRA E SINISTRA compreso il sindaco de Magistris votano all’unanimità il rinvio della delibera sull’abbattimento degli immobili abusivi).

Il consiglio comunale di Napoli ha votato all’unanimità, ad eccezione del sottoscritto (Gaetano Troncone), il rinvio in commissione della delibera relativa alla demolizione di alcuni immobili abusivi. Nonostante sia un provvedimento imposto dalla legge e non più rimandabile, si è preferito rinviare tutto in commissione per motivi a mio avviso poco chiari. La delibera prevede anche la possibilità di poter estrapolare alcuni di questi immobili per destinarli ad attività di pubblico interesse (scuole, uffici comunali, beni da destinare ad associazioni etc…). Di seguito segnalo il mio intervento che documenta il tentativo di oppormi all’ immotivato rinvio che potrebbe essere foriero della volontà di ”mettere a dormire” la delibera, evento che farà gioire gli abusivi…

Consigliere Comunale

arch. Gaetano Troncone

Le commissioni Diritto alla città e Politiche urbane si sono nuovamente confrontate sui contenuti della delibera 553 di proposta al Consiglio per dichiarare l’esistenza di prevalenti interessi pubblici alla conservazione di immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale o inserimento degli stessi in programmi di demolizione. Dopo una lunga discussione, nel corso della quale i dirigenti comunali dei servizi antiabusivismo e patrimonio, Salvati, Aprea e D’Esposito hanno fornito una serie di chiarimenti di natura tecnica, le commissioni hanno deciso di rinviare la delibera in Consiglio.

Gli uffici sono intervenuti, in particolare, per chiarire i motivi tecnici che hanno portato alla scelta dei 42 immobili inseriti in delibera tra tutti gli immobili acquisiti nel tempo al patrimonio comunale perché abusivi. Si tratta di immobili acquisiti al patrimonio tra il 2014 e il 2015. Per legge, se, dopo 90 giorni dalla contestazione dell’abuso, i luoghi non vengono ripristinati, gli immobili vengono acquisiti al patrimonio del Comune che deve demolirli in danno o, in alternativa, conservarli se interviene la dichiarazione di interesse pubblico da parte del Consiglio. La scelta è stata operata per motivi legati alla maggiore facilità di reperire la documentazione completa dei manufatti. In ogni caso, hanno chiarito i dirigenti comunali, tutti gli immobili abusivi per i quali non si sia ottemperato all’obbligo di demolizione, sono già stati acquisiti al patrimonio comunale. Nessun ostacolo, infine, è costituito dalla presentazione di ricorsi.

Numerosi gli interventi dei consiglieri intervenuti nel dibattito, incentrati prevalentemente sull’aspetto della scelta degli immobili oggetto della delibera: contrarietà alla delibera per l’assenza di elementi che possano far decidere per la finalità pubblica e per la scelta di inserire nell’elenco delle opere, scegliendole tra altre migliaia, quelle sulle quali sono in corso contenziosi (Lebro, La Città); la delibera va ritirata in attesa che venga fatta chiarezza su tutti i beni già acquisiti da inserire in un progetto complessivo con finalità chiare (Langella, Prima Napoli); la scelta migliore è pronunciarsi in modo negativo su un atto privo di elementi di chiarezza sia sulla scelta degli immobili proposti al voto del Consiglio che sulla loro successiva destinazione, che non può essere quella della dismissione, anche per motivi morali (Cecere, Dema); prima dell’aspetto tecnico va approfondito quello della scelta politica di mantenere questi immobili e destinarli a fini pubblici e sociali (Bismuto, de Magistris Sindaco); occorre dare alla città un segnale forte di legalità, chiarendo bene ogni aspetto della scelta che si va ad operare (Menna, Movimento 5 Stelle); perplessità sul criterio temporale adottato nella scelta degli immobili inseriti in delibera, e in particolare sull’inserimento di quelli gravati da contenzioso (Valente, Partito Democratico); la discussione politica nel merito devesan-giovanni-de-matha via Giovanni de Matha 49

prevalere su quella tecnica,  che la scelta andava fatta escludendo gli immobili gravati da contenzioso, circostanza che non è stata invece presa in considerazione (Simeone, de Magistris Sindaco); tutti gli elementi tecnici sono stati chiariti, non resta che la scelta politica di pronunciarsi a favore o contro l’atto (Troncone, de Magistris Sindaco); la confusione nasce dall’errata scelta politica operata dalla Giunta di mettere insieme immobili di diversa natura accomunati solo dal criterio temporale, mentre andava fatto un chiarimento più approfondito sulla storia di ogni singolo cespite (Santoro, Napoli Capitale); vanno eliminati dall’elenco gli immobili sui quali pendono ricorsi, lavorando invece su quelli per i quali esiste certezza (Nonno, Prima Napoli); chiusa la fase di natura tecnica, si apre ora quella del confronto politico che va affrontato in Consiglio (Rinaldi, Napoli in Comune a Sinistra).

I presidenti delle commissioni, Carmine Sgambati e Eleonora de Majo, hanno concordato sulla necessità, completata con la riunione di oggi la fase degli approfondimenti tecnici, di riportare la discussione all’esame dell’Aula.

Da questo dibattito si evince che mentre Coppeto e Rinaldi ritenevano chiari e “ineccepibili” gli elementi “tecnici” forniti dalla Giunta Municipale, in Cecere, Bismuto e Santoro, qualche dubbio esisteva!

Ora sia chiaro: il criterio temporale non ha senso logico perché le scelte di conservazione vanno fatte sulla base di altri criteri, ma, anche dato per buono,  si scopre che la Giunta Municipale ha scelto gli immobili a caso, e poi ha reiterato l’ordine di acquisizione e la trascrizione in altre date, e solo dopo ha fissato l’arco temporale di riferimento.

E’ proprio l’utilizzo di questa “tecnica” ad inficiare la validità delle “lettere” e a dimostrare la consapevolezza delle azioni poste in essere dalla Giunta: la dirigenza nelle schede NON occulta e, quindi, Piscopo è perfettamente in grado di valutare il piano proposto.

E allora premesso che si tratta di una acquisizione finalizzata solo alla DEMOLIZIONE, da vedere come sanzione amministrativa che induca il privato all’autodemolizione per non perdere il suolo: (non è l’acquisizione che consente di “affittare” o percepire reddito da “oggetti di reati”),

quanto alla DATA, le norme possono essere interpretate in due modi:

– ordine di demolizione, inottemperanza all’ordine, decorso di 90 giorni, al 91° l’immobile è acquisito insieme all’area di sedime o maggiore se già indicato nell’ordine di demolizione: trascrizione nei registri, immissione in possesso, etc. etc. sono mere formalità perchè l’acquisizione si realizza con la semplice inottemperanza DI DIRITTO al 91° giorno (giurisprudenza prevalente- dottrina prevalente) (ne discende, per converso che cessato il reato, con il rilascio della sanatoria, o richiesta la sanatoria, che sospende la demolizione fino alla decisione, rimane ANNULLATA o SOSPESA l’acquisizione (mere formalità la richiesta di cancellazione della trascrizione post condono e/o post presentazione della domanda di condono)

  • visione formalistica che dà valore costitutivo alla pubblicità nei registri immobiliari (tesi che sarebbe isolata ma potrebbe anche essere sostenuta in una città in cui durando il procedimento di condono decenni e moltiplicandosi i passaggi di proprietà mortis causa ed inter vivos l’acquisizione sarebbe poi quasi sempre inopponibile al soggetto che non ha costruito abusivamente e non conosceva l’ordine di abbattimento): qui le date di acquisto dei sei immobili da NON DEMOLIRE sarebbero “veritiere” e l’obbligatorietà della cancellazione delle iscrizioni nei registri a seguito delle ottenute concessioni in sanatoria, o della presentazione delle domande di condono, potrebbero avere un senso……… ma tutte le lettere sarebbero illegittime (e forse non solo) perchè inviate a legittimi proprietari di un oggetto di reato, custodi del bene fino alla demolizione!

La normativa attualmente in vigore ( da 15 anni circa!) richiede la notifica all’interessato di aver accertato l’inottemperanza, e forse, congiuntamente, l’immissione in possesso e la trascrizione nei registri immobiliari:

Art. 31 TU Edilizia:

omissis

  1. Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.
  2. L’accertamento dell’inottemperanza alla ingiunzione a demolire, nel termine di cui al comma 3, previa notifica all’interessato, costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, che deve essere eseguita gratuitamente.

Cosa bisogna chiedere al Ministero?

Non sarebbe meglio chiedere all’Assessore Piscopo e a Fucito di chiarire le sorti degli immobili che non si “vendono”, visto che, nella fretta di portare a casa questo mirabile piano urbanistico, se non si revoca la delibera in autotutela, ne è prevista la demolizione con esecuzione immediata ???????

IAV

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