Palme napoletane: non sono autoreggenti!

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Anche a Napoli  molto di recente nel corso di lavori dalla durata imprecisata, svolti con modalità che non prevedono alcuna tutela per gli interessi economici e sociali delle attività  sui due lati della strada, per pavimentare via marina e realizzare  una pista ciclabile e un megatotem pubblicitario non temporaneo di pubblica utilità, abbiamo avuto le palme.

Ma non sono autoreggenti!

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Causa  gli avvenimenti  in via Merliani documentati da questa foto ed altre vicende

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ringraziamo dei PUNTELLI!

 

IAV

Perchè l’Archivio storico municipale non emoziona nessuno?

Archivio storico municipale

particolare di lettera al corpo di città e copertina con stemma del Regno delle Due Sicilie

“Per valorizzare un archivio dell’importanza di quello del Comune di Napoli, non basta ordinarlo, provvederlo di indici, metterlo in condizioni tali che gli studiosi siano largamente aiutati nelle loro ricerche. Bisogna andare incontro alle persone colte italiane e straniere, far conoscere loro, tangibilmente, quali documenti e di quale importanza siano conservati in questa sede”.
(Alessandro Cutolo, 1929)

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Mi sono “immersa nelle strade” e racconto. Ho incontrato la comunità popolare napoletana vera e………….

Napoli va conosciuta,amata. Venite a Napoli, tornate a Napoli. Visitatela, vivetela. Napoli, oggi, ha voglia di essere capitale. Aiutiamoci tutti. Napoli res publica, agorà, polis. Napoli cuore del mediterraneo. Città di mare, oltre ogni confine. Superamento di proprietà, verso la comunione. Napoli inferno e paradiso. Quindi vita, con tutte le sue complessità e contraddizioni. Napoli avere ed essere, amore ed odio. Passione contro indifferenza. Napoli assetata di giustizia, con profonda voglia di riscatto. Orgoglio partenopeo. Immergetevi nelle strade e raccontate. Cogliete il profondo volto umano della Città. Napoli oggi vive, non sopravvive. La potenza vulcanica vince contro rassegnazione e lamento. Percepisco la forza di Napoli. Avanti tutta, senza sosta, nella costruzione della comunità popolare napoletana». Lo scrive su Facebook il sindaco Luigi de Magistris.

Martedì 7 Febbraio 2017, 10:25 –
I cittadini di Pianura, Chiaiano, Soccavo e san Pietro a Patierno, ma anche del Vomero di Posillipo e del centro Storico  questo ” Superamento di  proprietà, verso la comunione.” lo stanno interpretando male!
Hanno capito  “superamento di proprietà, verso l’abbattimento! 
(Prima li chiamano abusivi, li accusano di delitti contro il territorio e l’ambiente, poi vogliono da loro soldi in attesa dell’abbattimento, poi  li chiamano inquilini di case popolari,  poi gli accordano dilazioni ( un furto a rate?), ma assicurano  che, invece, loro saranno veloci………………a demolire gli abusi e ad assicurare la legalità! Loro pensano di parlare con gli inquilini del Comune…..mica con gli abusivi!)
E allora i cittadini, forse non colgono il profondo volto umano della Città, e si stanno lamentando……..
e dopo subentrerà la rassegnazione o la potenza vulcanica???
Anche il “no comment” di Pietro Treccagnoli  nasconde questa domanda? 
Potrebbe darsi che esperti in “costruzione abusiva”  vadano avanti  nella costruzione della “comunità popolare napoletana (abusiva)”?
IAV

Luigi Roano il 1 dicembre ha raccontato che il Comune di Napoli: “ha portato a casa una delibera che apre nuovi scenari riguardo agli immobili abusivi. Passa il principio che nessuno resterà impunito in materia di abusi edilizi e che si può abbattere oppure riconvertire a uso pubblico gli immobili fuori legge.”

Siccome il principio che “passava”, e che, a dire di PISCOPO, era difficile da inquadrare e aveva richiesto un “grande lavoro tecnico”,  era quello da mezzo secolo in vigore in tutta Italia  e non apriva alcun NUOVO SCENARIO, ci era sembrata una  affermazione  in stile Roano ………………………… su cui sorridere………………………..

Case abusive a Napoli, prime 42
acquisite al patrimonio comunale

2114703_ccccccccccccccc-jpg-pagespeed-ce-xsg7juo7tq ma  poi si è scoperto che, effettivamente, lo SCENARIO che si apriva era “NUOVO” perché le 42 case  erano le Ultime 42 acquisite al patrimonio comunale, le altre 10, 20, 30.000  chissà , erano già  da decenni e decenni del Comune di Napoli  e il grande lavoro tecnico e politico è stato quello di ricostruire e trasmettere le richieste di canoni arretrati e perchè allo scenario ordinario dell’abbattimento, salva la comprovata e sostenibile utilità pubblica dell’uso….. si è aggiunto l’acquisto per rivendere, cioè per inserire l’immobile nel programma di dismissione immobiliare!

Uno scenario “nuovo” che si sta concretizzando in migliaia e migliaia di lettere su cui ora ognuno ha qualcosa da dire!

Speriamo che tra politici di maggioranza e di opposizioni, legali, consulenti, giornalisti ed “esperti” di ogni genere  non venga dato un contributo alla riuscita del nuovo scenario ideato dal Comune di Napoli sulla base di norme made in naples.

IAV