E l’intolleranza aumenta!

 

2° episodio

Non vuole certo sentire due campane Bianca Granisso che si compiace del pranzo per i poveri in Galleria e non ha letto: ”

“La brutta notizia del rischio che il pranzo di Natale in galleria potesse saltare ha portato alla luce, ancora una volta, il cuore di tanti napoletani che hanno subito garantito il loro impegno per organizzare quell’importante appuntamento per clochard e persone che vivono momenti difficili dal punto di vista economico”. Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli che si è occupato del caso intervistando, nel corso de La radiazza, Maria Chiara Aulisio che ha lanciato l’allarme in un articolo de Il Mattino.

 Nè si è accorta che, come si nota dagli striscioni pubblicitari, il pranzo è stato offerto da sponsor privati……… ma ormai è questa l’abitudine!!!!!!
Invece contro Cesare de Seta che non apprezza Nalbero, lei scrive:
Commenti
Bianca Granisso
Bianca GranissoSarà pure un grande storico dell’arte ed un architetto noto, ma forse a 70 anni qualcosa gli sfugge: N’Albero (con l’apostrofo) non è stato realizzato con i soldi del Comune. Prima di sparare a zero sugli altri così acidamente (Si sa che la gente dà buoni consigli…. ♪♪ ) si informi meglio e scriva anche meglio magari(e non mi riferisco al titolo, ma al pezzo), visto che vuole farsi leggere
Ed io che avevo scritto:
Facebook mi ha ricordato un post di un anno fa che ho ripubblicato non perché mi ha fatto piacere rivederlo, ma perché attraverso il blog “ONTHEROAD2016web” voglio chiamare a raccolta i Miti: Napoli Mia è a Parigi e i Miti avranno sempre un posto di rilievo nel MONDO, ma Napoli li può perdere? può veramente finire agli ultimi posti per qualità della vita? può veramente continuare a discutere di buche, di N’Albero e dei giorni del ciclo degli assessori della giunta de Magistris? Erri De Luca parla dei doni della natura, ma questi doni meritano cura e attenzione!
 mi sono beccata:

Bianca Granisso Sono classifiche di 4 soldi, promosse e diffuse da canali televisivi di 4 soldi e strumentalizzate da chi governa questa specie di nazione. Quello che ha fatto De Magistris per Napoli non ha precedenti. Erri non parla solo dei doni della natura, ma anche della quotidianeità napoletana, di una qualità della vita caratteristica non solo di Napoli, ma anche dei napoletani. Chi non apprezza la nostra qualità di vita dovrebbe innanzitutto andarsene.

JATEVENNE

E ogne mumento: -“Cca nun se po’ stà!!”
Po n’ato dice: “Se sta meglio lla.
Tutto funziona ch’ è ‘na meraviglia.
Chesta città a n’ inferno rassumiglia!”

Ma jatevenne, si nun ce state bbuono,
lassate ‘sta munnezza e ‘stu frastuono.
Jate addó “ ‘a qualità d’ ’a vita” è bella
e fernitela chesta tarantella.

“Fuitevénne!?”…E che tengo ‘a vedé?
Chella cammìsa ca ‘un vo’ stà cu tte
stràcciala e ghièttela via tu pe primmo.
Cchiù poche simmo e cchiù belle parimmo.

B.G.

Si noti che non parlavo male di de Ma, nè tantomeno di Erri De Luca, nè di Napoli ………….speravo che Napoli non dovesse perdere i suoi MITI!  Dove devo andarmene?
 ovviamente  ONTHEROAD
IAV

Se Steve Jobs avesse fondato la Apple a Napoli………………….sarebbe stato diffidato a tentare di sistemarsi nel garage!

garage-appleIl garage di Steve Jobs diventa dimora storica. Il luogo dove venne fondata Apple trasformato in patrimonio preservato dalla contea di Santa Clara.

Qualche anno fa girava la battuta che a Napoli Jobs sarebbe invecchiato nel garage! ma, in pochi anni, siamo andati molto più avanti………. e Jobs nel garage, vi assicuro, non sarebbe riuscito a rimanere più di qualche mesetto, con la tecnica della “scia a ripetizione ravvicinata”

Presenta la sua prima SCIA…..è irricevibile!  Ripresenta, ma per intero, la sua seconda istanza: irricevibile!

Ripresenta  il tutto la terza volta: ancora irricevibile……..

e poi scopre che deve andare in un altro Ufficio per documentare la legittimità e l’agibilità del garage!

Se lo avesse costruito per fondare la Apple ….. potrebbe essere facile, ma l’ha  ricevuto in eredità dal padre, che lo aveva ereditato a sua volta dal nonno, che lo aveva comprato negli anni ’60 durante il boom economico: nel contratto di acquisto non c’è traccia di autorizzazioni edilizie, al catasto Steve lo ha trovato registrato con la successione di suo padre e dei suoi fratelli negli anni Ottanta e altro non si trova.

Eppure  ha anche trovato il tecnico disposto a giurare che il garage era lì, esattamente come è ancora, prima del 1930: non si sa  quali siano le presumibili fonti di tali attestazioni giurate, ma certamente deve esserci qualche materia che si insegna nelle facoltà di Ingegneria ed Architettura napoletane e negli istituti per geometri di città e provincia….che consente queste dichiarazioni!

Ma gli uffici non sono “convinti”: dal catasto ufficiale sembra, invece, palese che negli anni ottanta deve essere accaduto qualcosa di grave, qualche accorpamento/ frazionamento/ intervento strutturale, insomma qualcosa che non era stata autorizzata  e, quindi, il garage non è agibile: Si certo è salubre, è sicuro staticamente, ma manca la “conformità urbanistico edilizia”…………… e allora?

Allora occorre chiedere l’autorizzazione in sanatoria, ex post, con l’accertamento di conformità……. ma poi sarà conforme???

Era anche in zona vincolata come paesaggio e in un palazzo vincolato come bene culturale…. e, quindi, ……………………. quindi qui in sanatoria non si può chiedere! e allora????

Allora bisogna ripristinare lo stato dei luoghi, ritornare a prima del ’39, chiedere le autorizzazioni alla Soprintendenza e poi rifare i lavori!

Steve è anche d’accordo ad evitare di lavorare, ad evitare di pensare a come costruire il suo computer, ad investire tutti i suoi capitali in questa opera edilizia essenziale…..ma non sa come “ripristinare lo stato dei luoghi”……………………. va a chiedere agli Uffici, gli stessi che hanno decretato i sigilli per le modifiche illegittime intervenute negli anni ottanta e vuole sapere da questi Uffici come immaginano che fosse in origine il garage……ma loro sanno che è cambiato illegittimamente, ma non possono immaginare come era prima.

Serve una perizia giurata di un tecnico privato che  dichiari come era il garage…… ma il tecnico aveva già giurato che nel 2016 era uguale a prima del 1939, quindi non può ora immaginare come era prima degli anni 90 per ripristinare lo stato dei luoghi.

E allora si deve andare da altri tecnici, quelli che sono titolari delle cattedre in cui si insegna la conformità pre 1930, quelli che non ricordano la seconda guerra mondiale, la crisi economica, la povertà che aveva portato a dividere, frazionare, affittare, convivere, quelli che non conoscono i “bassi” e che non ricordano le occupazioni dei sottoscala e dei garage, quelli che nei quartieri spagnoli non sono mai entrati e nei decumani vanno solo a vedere il Cristo Velato  e i pastori di san Gregorio Armeno, quelli che dell’inestricabile tessuto edilizio del centro storico non hanno la più pallida idea………. e Steve ripristina lo stato dei luoghi e presenta tutte le richieste di autorizzazione  necessarie. Finalmente la pratica dovrebbe andare in Commissione edilizia……. ma la Commissione non c’è; dovrà aspettare che venga nominata……ma nel Comune non sanno come si nomina……. Poi la pratica dovrebbe dividersi in tre pratiche: due in Uffici ben distinti (edilizia e paesaggio) del Comune di Napoli e l’altra alla Soprintendenza per i beni culturali ……… ma nel Comune non hanno gli Uffici ben distinti perché il Direttore è uno solo (illegittimamente frazionato?!?), forse dopo qualche anno tutti/e troveranno l’accordo su come doveva essere negli anni 30 il garage e concederanno a Steve di ricostruirlo com’era nel 2016 e così la SCIA potrà passare  ……. ma lui non la presenterà perché, nel frattempo, da un lato non ha più i capitali necessari per iniziare l’attività, dall’altro quell’attività che voleva  avviare è già anni luce avanti a Milano, Trieste, Padova e, perfino, a Catanzaro. Oppure perché l’hanno intrapresa altre persone  che avevano un locale agibile o ritenuto tale fortunosamente dagli uffici…….. oppure perché le altre persone hanno seguito l’illuminato consiglio di iscriversi alla camera di Commercio come artigiani…..(nel qual caso, pare, che questa trafila sia risparmiata!) o hanno trovato una “lettera” segreta che consente alle dirigenti, in talune ipotesi (ma quali?) di prescindere dall’agibilità!

Ma Steve può ancora essere considerato un fortunato….. perché se invece, oltre a vendere i computer, avesse accarezzato altre due idee “rivoluzionarie” avrebbe incontrato ben altri problemi: se, poniamo caso, avesse voluto aprire un ombrellone davanti alla porta del garage e installare sul tetto del palazzo sotto il quale esiste il garage un tabellone pubblicitario: l’ufficio gli avrebbe richiesto l’agibilità dell’intero palazzo – appartenente diciamo ad una ventina di condomini e loro eredi – colpito da decine e decine di accatastamenti illegittimi (?)  tra il 1977 e i nostri giorni e l’autorizzazione antisismica per l’insegna e per il palazzo di fine ottocento…. poi avrebbe forse concesso l’ombrellone …..ma solo per 4 mesi  e con sostegno centrale (non lateralizzato???)…..sempre che, a causa della Bolkestein (reinterpretata da Panini), fosse stato possibile evitare la “gara” per la concessione del suolo pubblico!

Il tono scherzoso non vi induca in errore……… non è uno scherzo!

IAV

 

 

 

 

Napoli, culla del diritto? Dall’interpretazione al puro arbitrio!

005-dohrn-a-viale-da-piazza-della-repubblica-per-via-f-caraccioloLa morte del professore Abbamonte, indimenticabile maestro e Uomo, e il fatto che molti suoi colleghi e alunni, clienti o amici, individuino il legame profondo tra il Professore e Napoli, induce stamattina una triste riflessione: sarà un altro segno del declino?

Una città che ha dato i natali ad insigni giuristi, che è stata culla del diritto e che ha formato generazioni e generazioni di professionisti sempre capaci di emergere in ogni altra città d’Italia, ridotta oggi a simbolo di pressappochismo, mancanza di professionalità, mancanza di cultura, mancanza del senso di giustizia che caratterizzava la formazione giuridica “napoletana”!

Oggi, nell’indifferenza e nella tracotanza più violenta, si consumano nelle stanze pubbliche degli uffici e dei tribunali e in quelle private delle aziende e degli studi professionali, il tradimento del solenne principio di uguaglianza , già contenuto nelle carte rivoluzionarie del Settecento e riconosciuto in sede internazionale con la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del principio della certezza del diritto.

Si diffondono disparità di trattamento, ingiustizie manifeste, mancanza delle garanzie di uguaglianza formale e sostanziale, assenza assoluta della “certezza del diritto” che dovrebbe assurgere a sacro principio della società civile . perché, specularmente, dovrebbe consentire di individuare i contorni dei doveri: in una parola un malcostume che avrebbe profondamente indignato persone come il prof Abbamonte, il grande ed indimenticabile Maestro Capozzi, il prof Capograssi e il prof Antonio Guarino…………………i nomi potrebbero continuare.

La tristezza è ancor più grande in chi tutto ciò non lo vede solo dalla “Strada”, su cui si individuano gli aspetti macroscopici e , tutto sommato, visibili, noti e conclamati, ma lo vede nelle oscure stanze di oscuri uffici, dove, forse neanche per scopi delittuosi, si consumano crimini quotidiani perché la discrezionalità diventa arbitrio, la scelta interpretativa diventa strumento per feroci disparità di trattamento, l’autonomia diventa tracotanza!

Ricordino coloro che sono ormai soliti agire secondo questi principi che il danno d’immagine alla Città è consumato, il disgusto per la “cosa pubblica” si va radicando, la scelta di prescindere dal rispetto della presunta “legalità” si impone, e che, se poi si trovassero i motivi reali di alcune presunte “scelte interpretative”, le discriminazioni effettuate assurgerebbero a reati veri e propri ben superiori a quello, banale e difficilmente dimostrabile, del mero “abuso d’ufficio”.

IAV

Chi si difende ottiene risultati!

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Certo questo è solo l’inizio  e non è detto che la cosa possa avere un seguito positivo, ma implica che qualcuno sta prendendo a cuore il problema e che i Comuni Italiani potrebbero, nei limiti delle loro scelte autonome, non avere atteggiamenti esasperati!

 

Ma prima………………… di ottenere questo risultato, in TUTTA ITALIA, e a Napoli con grande forza, cosa si è fatto?

 

Perché, invece, altre categorie  pensano a soluzioni “locali”? perché non affrontano i nodi della questione?

IAV

Un fantasma si aggira per l’Europa: la Direttiva Bolkestein!

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Il primo  è Enrico Panini: il suo predecessore Marco Esposito, con la sua direttrice di fiducia, hanno prontamente allontanato il primo dirigente che voleva applicare la Direttiva a Napoli, i giudici del Tribunale di Napoli hanno confermato il loro operato, impedendo al dirigente di ottenere  giustizia e invece ……………….Panini  è un grande ammiratore di Frits (di cui leggiamo: Nel suo studio tra il Teatro Carré e il parco Sarphati ad Amsterdam, Frits Bolkestein risponde da mesi alle domande dei giornalisti di tutta Europa. La segretaria dell’ex commissario europeo al mercato interno li riceve e li tratta con gentilezza. Da lui i giornalisti attendono una battuta, una provocazione, è l’ex commissario europeo più famoso d’Europa dopo che la sua direttiva sulla liberalizzazione dei servizi ha scatenato manifestazioni e polemiche a non finire. Una situazione che imbarazza non poco Bolkestein, abituato ai ritmi spesso poco fiammeggianti della politica olandese. Lui rimane sempre un gentiluomo con l’aria seccata, come se fosse stato distratto da una partita a golf,……….) essendo inconsapevole o indifferente rispetto alle sorti dei  piccoli imprenditori locali!

Ma  gli imprenditori napoletani  vogliono difendersi?

IAV

Le verdi blu della Elpis!

Ovviamente la questione estetica e della qualità possono essere un problema, ma, credetemi, in questo caso sono l’ultimo dei problemi………e non aggiungo altro perché, credetemi,  ben altre autorità interverranno sul tema!

 

IAV

 

Giorgio Novembre Uno sfregio allo stile!

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Iacopo Taddeo Francesco Carignani Di Novoli

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Ludovico Greco Ringraziamo il solito buon gusto che contraddistingue dal primo giorno l’amministrazione rivoluzionaria?

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Stefano Mango l’amministrazione dovrebbe far capo a Daniela Villani, assessore alla qualità della vita con delega alla riqualificazione urbana, decoro e arredo. Chi sa ?

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Ludovico Greco Boh, sarà distratta…

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Enza Borrelli Si armonizzano con la teoria dei condizionatori.

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Pier Luigi de Caro Ad estremi mali estremi rimedi. Santo Flex e via. Vanno tagliati tutti e subito.

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Paolo Bartoli Stefano sarei curioso di sapere se quanto accade si limita al quartiere Chiaia dal momento che non mi pare ci siano segnalazioni per altre municipalità, e soprattutto mi interesserebbe sapere se le paline sono state installate anche al Vomero??!

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Paolo Bartoli ha risposto · 5 risposte

 

Irma Albano Strucco Orrende!!!

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Roberta Mango Ci vuole un’azione forte ed immediata

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Simona Cecchini Poi la soprintendenza rompe le palle sul colore delle persiane o delle mattonelle nei palazzi storici della zona…ma queste paline blu ke deturpano le facciate dei suddetti palazzi vanno bene eh?!

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Anna Maria Iannicelli Che schifo

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Paola Aisler Che cattivo gusto

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Raffaele Sangiuolo Mi sembra sia in perfetto stile paesano così come i paninari, che occupano strisce blu abusivamente, con neon multicolore che completano l’arredo urbano in villa. Ma e’ possibile che nessuno veda o dica nulla!!!! Ma avete mai visto Barry White??
Vergogna!!!

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Antonello De Luca in nessuna città civile del mondo si usa ancora la pubblico con attachinaggio nel centro storico.
queste paline sono permanenti ?
Vergogna….Altro…

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Roberta Mango Il palazzo dove ho il negozio e’ vincolato pet esempio😂😂

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Paolo Bartoli ha risposto · 1 risposta

 

Pierre Zucchi Ma chi le ha permesse ?

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Antonello Postiglione Allucinante…da schiaffi

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Stella Zannini Che orrore! 😱

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Maurizio De Lieto Mi hanno detto che questa Daniela Villani è proprio un’incapace con l’ulteriore difetto che si sente anche brava

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Giuseppe Savarese Ah ecco! Mi dicono che sono paline per le elezioni del 2018……

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Anna Maria Ziccardi Che orride

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Luca Calcaterra Le avessero fatte nere….

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Claudio Andreano Che schifo non ho parole

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Isabella Giannuzzi Savelli Che orrore!!! Aaaaaa Aiutateci 😱😱😰

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Lilian Berardinone Bleaaaaa!schifosi

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Pasquale Nugnes Traffico ancora bloccato per la visita ovviamente dall’auto a N’ALBERO. Una sorta di drive in, altro che Lungomare liberato. Una battuta, nel pomeriggio passeggiata fin sotto l’albero, mancava solo Totò che chiedeva il pagamento per le foto ed i selfie scattati dai passanti. Quando la cultura ti prende…