Certo tornando in servizio al Comune di Napoli non sognavo di trovare l’archivio Storico del Comune di Palermo

ARCHIVIO STORICO COMUNALE Settemila metri di scaffalature lignee cariche di carte e volumi manoscritti: e sette secoli di memoria della città. Dal registro di gabelle regie di epoca angioina al Fondo Ricordi patrii, raccolta di cimeli risorgimentali tra i quali lettere autografe di Garibaldi, Umberto I e Crispi.

Ben ordinato e magnifico all’interno e all’esterno…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
In Via Maqueda, 157, 90133 Palermo PA

Né sognavo di trovarmi a Roma in cui la Raggi depreca un certo disordine di raccolta impegnandosi a porvi rimedio…..pur disponendo di

Archivio storico capitolino accessibile al pubblico. Raggi: Vogliamo raccogliere anche questa sfida-
“Rendere trasparente la propria azione è un dovere fondamentale delle istituzioni. Dovere espresso dalla mission dell’Archivio Storico Capitolino: conservare, valorizzare e rendere consultabile la documentazione prodotta dal Comune di Roma”; sono queste le prime parole dichiarate da Virginia Raggi in un lungo comunicato stampa. La Sindaca ha fatto sapere che tracciare la storia, gli atti e i documenti nel tempo prodotti è quanto serve per conoscere il presente, riconnettersi al passato, definire un’identità consapevole e un senso di cittadinanza.
Né tantomeno ritenevo che potessimo aver iniziato ad organizzarci come a Milano :
Dove esiste un archivio centrale automatizzato!!!!!!
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Ma la scena che si è presentata ai miei occhi il giorno del rientro in Servizio è una scena da INCUBO!
L’Amministrazione Comunale ha deciso di sopprimere il Servizio Archivi storici e Biblioteche assegnando poi gli Archivi ad un Servizio definito Beni culturali, e le Biblioteche ad un Servizio definito Cultura ………….. In questi due Servizi che, oltre a curare gli Archivi Storici, l’Archivio dei bimbi abbandonati all’Annunziata, l’Archivio storico del Municipio da decenni chiuso dietro la chiesa di San Lorenzo, gli Archivi di pregio ancora dispersi e non ritornati al Comune (come quello dell’Italsider) e 12 Biblioteche municipali che dovrebbero garantire la conservazione di libri anche importanti, ma soprattutto una presenza culturale in ogni municipalità, ci sono da svolgere altre centinaia di compiti e non esiste un dirigente né per il Servizio Cultura né per quello Beni Culturali!
Da questo dato di partenza si può già comprendere quali possano essere gli effetti……..
Vediamone solo due:
- Lo stato dell’unico Archivio storico di via Salita Pontenuovo, ancora miracolosamente aperto per merito della sottoscritta, che ha rifiutato di ottemperare a tre ordini di sgombero ad horas palesemente strumentali e fittizi. Pubblicherò le immagini dettagliate dei luoghi, tornando a ribadire che nello stabile vive anche un occupante abusivo sgombrato ufficialmente nel 2016!
- Lo stato delle Biblioteche Comunali e dei libri usciti”provvisoriamente” dalla Biblioteca Angiulli
Il Blog On the road NON PUO’ chiudere!
Rimarrà aperto per documentare lo stato di disfacimento degli Archivi Comunali e delle Biblioteche Municipali
Intanto alcuni frammenti:
Dal giornale di ieri 31 agosto.
Dai liornali di oggi 1 settembre:
Il commento
I libri parlano anche se sono chiusi» dice una poesia di Stefano Benni. Vedo, nella montagna di volumi scaricati in una campana della carta a Napoli, collezioni sui “grandi di tutti i tempi”, profili biografici di Shakespeare e di Mozart.
Enciclopedie, vocabolari, l’Estetica di Benedetto Croce e la Bibbia. Un numero di Topolino e un dizionario dei film. Viene da pensare a un trasloco: i libri, in quei casi, sono l’ingombro più impegnativo. Magari il titolare di quella biblioteca domestica non c’è più, e chi è rimasto non sapeva sbrigarsela con la tonnellata di carta. In una scena di Mia madre, Nanni Moretti filma gli scatoloni in cui sono riposti i libri della professoressa appena scomparsa. È una scena dolorosa. Perché una biblioteca personale non è solo una sequenza di titoli: è la storia di una vita. Gli stati d’animo, le passioni, gli scambi, le scoperte, le accensioni intellettuali – tutto è come tracciato. E i libri, spesso più resistenti di noi, hanno quella loro stupefacente disponibilità a restare segnati.
Dalle nostre matite, dal tempo e dalla polvere, dalla pioggia, da gocce di caffè o acqua di mare.
Custodiscono fiori secchi e granelli di sabbia, dediche e numeri di telefono di gente che non abbiamo richiamato più.
Non si offendono se li usiamo per assestare tavoli zoppi o per fermare porte. Si accontentano di essere lasciati a metà. D’altra parte, niente interrompe il loro discorso: finché non vengono distrutti. Salvarli non è una forma di reverenza superflua, non è un atto di feticismo intellettuale. Metterli al riparo non è uno sport per snob………
E degli Archivi per il momento solo l’accesso
Non occorrono altre parole! Si invoca l’intervento dell’Assessore alla Cultura, degli Archivisti, delle Soprintendenze…………………………………
Ida Alessio Vernì