Caro Panini ecco la tua intervista:


Caro Panini , invece del simbolo:

Perché, chiuso come mercato all’ingrosso del pesce, simboleggia la distruzione dell’ingrosso, non assegnato con gare regolari, simboleggia l’assenza di politiche di sostegno a iniziative di commercio al dettaglio, commercio su aree pubbliche, artigianato, formazione, altre attività produttive, somministrazione di alimenti e bevande ….. che il Comune avrebbe potuto ideare e progettare in questo luogo, se non si fosse affidato a te……, simboleggia con il suo abbandono, lo stato edilizio del nostro centro storico e del nostro lungomare vincolato (il lungomare è tutta la costa tirrenica, per Napoli è fino a Pietrarsa/Portici a partire da Pozzuoli non finisce a piazza Vittoria!), simboleggia le condizioni dei monumenti (perché forse non lo sai, ma quell’immobile lo è per volontà dello Stato e del Ministero non per volontà tua personale che, senza averne potere, hai vincolato la città), simboleggia il disfacimento di una Città che per sopravvivere lo avrebbe teoricamente messo in vendita per consentire alle multinazionali di realizzare un hotel di lusso sul mare (?) e simboleggia le condizioni di vita dei “poveri” della città che sotto quel monumento hanno allestito i loro poveri accampamenti abitati, ovviamente, soprattutto da topi di fogna, topi residui del mercato del pesce, topi collegati alle stive delle navi che lì, giacché si è a meno di 300 metri dalla battigia, ovviamente approdano.
E dopo aver scelto questo simbolo antitetico ai beni culturali, ai vincoli monumentali e paesaggistici di cui ti riempi la bocca per ostacolare ogni minima velleità di occupazione di forza lavoro, antitetico allo sviluppo economico, all’assorbimento della forza lavoro, alla civiltà dell’accoglienza dei migranti e della tutela dei più deboli e a tutto quello che l’odiato simbolo della falce e martello rappresentava, tu, che di cifre sei al momento il massimo esperto, potresti chiarire, alla sinistra identitaria, che definisci prefisso telefonico, che cifre avete immesso e dove?
Parli di cifre nuove immesse da voi nel “panorama italiano” dialogando con mondi diversi unendoli, ma non si capiscono le cifre, né dove siano state “immesse” né con quali “mondi” parli! Di sopra, di sotto o di mezzo?
Partiamo dalle cifre.
Parli delle cifre, con segno negativo, che vedi nel Bilancio del Comune? Quasi certamente no, perché quelle non le “immetterete” nel “panorama italiano”, anzi non ne volete proprio parlare!
Ora, di recente, sei diventato tu l’esperto di cifre e di bilanci e su questo punto sei stato molto chiaro: se non vi rispondono, il debito non lo pagate. Quindi delle due l’una.
Il debito non si paga o perché ve lo levano e perché ve lo levate!
Gestire il bilancio così è molto semplice. Tutti i Comuni, le Regioni, gli Stati e le famiglie vorrebbero essere netti nel dire “non paghiamo”, ma nella realtà avviene solo in uno dei tre mondi succitati, cui certo non appartiene un ex PM, il mondo in cui le leggi non trovano applicazione, non si rispettano, si ignorano… il mondo, appunto, in cui quel che conta è “la nettezza”!
Il mondo chi ti faceva tanto adirare per la legittima assegnazione delle Vele!
La sinistra dei prefissi telefonici è preoccupata perché certo non fai riferimento alle cifre elettorali di Dema, fin qui assolutamente assimilabili a quelle di Altra Europa, Rifondazione Comunista, PCI, SEL, Sinistra Italiana, LEU, Pap e, se ti riferisci alle elezioni a Sindaco sappi che le cifre sono state ottenute, dialogando e unendosi con soggetti cui quelli di “sinistra” dei prefissi telefonici non penserebbero neanche di rivolgere la parola!
E allora di quali “cifre” parli?
E dove le volete immettere?
La preoccupazione è legittima perché, appena arrivato, eri l’esperto su sindacati e sul mondo del lavoro: i risultati sono sotto gli occhi di tutti perché all’interno e all’esterno del Comune di tutela dei diritti dei lavoratori e di tutela sindacale non esiste, neanche più una pallida traccia, un pallido ricordo delle conquiste del pubblico impiego e del mondo del lavoro.
Una gestione clientelare, raffazzonata, ai limiti dell’inconcepibile, fondata su arbitri e prevaricazioni fino al controllo attraverso spie interne sui lavoratori, fondata sulle “amicizie” e non sul merito, nella quale anche i casualmente “prescelti” non hanno alcuna tutela alla loro dignità di lavoratori, ed hanno dovuto accettare in termini di salario, di mansioni, di tutele, ogni sorta di prevaricazione oltre che di accollarsi condanne per colpe non loro!
Una gestione fondata su promesse, finte promozioni, finti concorsi e scelte intuitu personae!
Poi, visti gli ottimi risultati, sei diventato l’esperto in attività produttive, e nessuno ti supera nella programmazione del commercio. Infatti, hai aperto la grande distribuzione nei pressi del Comune di Napoli e hai fatto chiudere Auchan, …… ma sei molto “vicino” ai lavoratori licenziati!
Hai proibito l’ambulantato in tutta la città, ma lo consenti agli amici……… e sei molto “vicino” agli extracomunitari di via Bologna e ai pulciai!
Non sei riuscito a far assegnare alle attività produttive private neanche gli spazi pubblici destinati sotto il colonnato a piazza Plebiscito o nella galleria Principe di Napoli (perché tutti gli impiegati eccellenti sono assegnati a te e nessuno alla povera Alessandra che da anni non riesce a concludere un bando di assegnazione?)
Impedisci semplici occupazioni di suolo pubblico, tartassando gli operatori di sanzioni e persecuzioni, ma consenti centinaia di “adozioni” senza entrate per il Comune e libere nella forma e nella sostanza fuori logica e fuori dai vincoli inventati da te stesso in luogo del Ministero, ma solo per chi non è amico ………… ma sei “vicino” a tutte le ragazze licenziate dai bar e dai ristoranti per assenza dei de hors o per sostituzione con maschi in grado di trascinare pesantissimi arredi ogni sera, al coprifuoco, dentro i locali!
I tuoi eccellenti Uffici non hanno programmato e consentito chioschi, impianti di carburante, istallazioni di de hors, aperture di attività artigianali, commerciali ed economiche, riordino degli impianti pubblicitari, creazione di nuovi mercati pubblici, rilancio del mercato all’ingrosso nella città annonaria, rilancio dei settori produttivi…. Non hanno favorito zone particolari come San Gregorio Armeno o il Borgo degli Orefici, non hanno determinato quel proliferare di aperture, arrivi su Napoli, avvio di aziende nella città, apertura dei negozi dei grandi marchi internazionali che, di norma, sono ciò che produce sviluppo e ripresa economica!
Per turismo e un po’ di crescita…..dovremmo ringraziare Dolce & Gabbana, normalmente lontani da quelli che chiami prefissi telefonici.
Hai restituito i finanziamenti europei che avresti potuto erogare alle imprese…….. dichiarando illegittimamente respinte tutte le domande: e chi poteva tentare di superare la crisi 2008-2012 con un piccolo aiuto è stato costretto a gettare la spugna!
Sei il vero responsabile di centinaia di perdite di posti di lavoro e di chiusure di attività produttive, ree di non avere le conoscenze giuste al posto giusto (il tuo entourage), fai la voce grossa con Edenlandia e le Terme di Agnano, ovviamente senza alcun effetto reale,…… e sei sempre “vicino” ai lavoratori licenziati, sfruttati, utilizzati senza paga e senza contributi, intrattenuti con finte promesse d’interventi salvifici!
Quando serviva il consenso e i voti…… tutti i lavoratori, anche illecitamente, in Napoli Servizi, tutti sistemati, tutti garantiti nella continuità occupazionale senza badare a spese e costi………… e superando tranquillamente le norme giuridiche!
Ora che servono le “cifre” ………. qualcuno vuole “capire” i “costi” e andare a verificare sul mercato migliori opportunità ……. ed ecco che si torna alle “cifre”.
Caro Panini quelli dei prefissi telefonici sono sempre stati poco interessati alle cifre, ma molto ai lavoratori, molto a garantire la continuità occupazionale, molto a preoccuparsi che nessuno potesse rimanere senza il necessario sostentamento, molto per ottenere gli aiuti per garantire gli LSU e corrispondere, prima fra le grandi città italiane, il Reddito Minimo d’ Inserimento.
Quelli dei prefissi telefonici pensano che l’Italia sia fondata sul lavoro, non sulle raccomandazioni e i favoritismi o sulle giuste “conoscenze”, pensano che la priorità vada data a valori che non sono “cifre”, come la solidarietà, la comprensione, la cultura della società, la difesa vera dei lavoratori e delle parti più deboli della popolazione.
Quelli dei prefissi telefonici, soprattutto, pensano che la “forza” per ribaltare il “diritto”, in caso di rivoluzione, appartenga al popolo e non ritengono che la netta posizione di pochi individui possa consentire il superamento dello Stato Borghese in cui, almeno formalmente, “la legge è uguale per tutti” e non cambia con il colore politico, le amicizie e le conoscenze e con le ferme decisioni contra legem!
L’album delle figurine si completerà un giorno? O qualche volta risponderai alle domande?
Ida Alessio Vernì