La vicinanza di Panini ai lavoratori e alle lavoratrici di Auchan: disgustoso. Ribellarsi è giusto!

 

Bisognerebbe chiedere al Sindaco di Napoli l’immediato allontanamento di Panini dalla Giunta Municipale.

Costui, totalmente incapace di suo, e circondato da soggetti che del diritto non conoscono neanhe un argomento “a piacere” come si diceva un tempo, ha lavorato coscientemente per DISTRUGGERE ogni spunto di tutela del lavoro e della dignità dei lavoratori, mediante interventi mirati e consapevoli.

E partiamo da Auchan: Panini dice  di aver liberalizzato la grande distribuzione e la media distribuzione  del settore alimentare ed ha perciò consentito l’apertura di supermercati  in pieno centro storico, senza qualità, senza cautele, senza rispetto dei vincoli per la sosta e delle aree di parcheggio, senza rispetto per MONUMENTI anche di pregio ( Chiesa dell’Incoronata) , consentendo l’apertura di supermercati praticamente sotto il Comune di Napoli, in via Marina, in pieno centro al Vomero o piuttosto in pieno centro di fuorigrotta,  con liberi orari di apertura e senza alcun controllo di qualità. I prezzi decisamente e vistosamente concorrenziali praticati da alcuni di questi supermercati hanno fatto il resto: perchè mai si dovrebbe andare in macchina fino a via Argine, quando è possibile trovare sotto casa, sotto l’ufficio una offerta ancor più vantaggiosa? Ovviamente  Auchan chiude e avanzano i medesimi imprenditori che hanno ottenuto da Panini queste agevolazioni….. solo che non garantiranno ai lavoratori le medesime condizioni della multinazionale Auchan!SOLE365

 

Panini, quindi, ha scientemente lavorato per  il licenziamento o l’accettazione di condizioni di lavoro e di vita ai limiti dell’accettabilità  dei lavoratori di Auchan cui ora dice di essere vicino.

E il bello è che  ha agito in maniera illegittima, ha approvato delibere illegittime, ha consentito  l’apertura dei supermercati di dimensioni notevoli senza  sapere che  le norme del piano regolatore di Napoli lo vietano, senza neanche comprendere che il Piano delle attività commerciali ( come quello del commercio su aree pubbliche, della rete dei distributori di carburante, delle occupazioni suolo, degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande , degli Impianti Pubblicitari) è parte integrante e SOSTANZIALE del Piano Regolatore e va modificato con il procedimento delle varianti urbanistiche  e con un duplice  visto della Regione Campania (assenso su Variante Urbanistica- Visto sul Piano Commerciale)

E Panini non sa che i predetti PIANI di Settore, oltre ad essere parte integrante della Pianificazione Urbanistica sono parte integrante del PIANO trasmesso all’UNESCO per la tutela del Centro Storico, per cui qualcuno un giorno gli chiederà di documentare il modo amministrativo e tecnico seguito  per modificare il Piano Strategico di tutela del centro Storico Patrimonio dell’Umanità ed impattare su Monumenti come la Chiesa dell’Incoronata!

Ma poi il rigore del rispetto della Soprintendenza, è scattato per Panini ( i suoi staffisti e i suoi uffici) su temi irrilevanti o sottratti dal legislatore alla tutela dello Stato: tipo i materiali per  proteggere i dehors, la forma del bastone di sostegno degli ombrelloni, un semplice  banchetto costituito da due cartoni piegati ed un telo  su cui esporre la mercanzia dell’ambulante, i  piccoli negozi  di vicinato gestiti quasi a livello familiare, i mercatini interetnici che spesso costituiscono l’unica soluzione di sopravvivenza per gli immigrati, i fiorai, i fruttivendoli e qualche residua pompa di benzina!

In questi settori dove si tratterebbe di proteggere i camerieri e le cameriere dei bar e dei ristoranti, lavoratori “autonomi” e piccoli imprenditori con redditi inferiori a quelli dei lavoratori subordinati, immigrati e persone al limite della sopravvivenza….. la parola d’ordine  non è più “liberalizzazione” ma  divieto, limite, vincolo, BOLKESTEIN!

E giù a dettare norme incomprensibili e farraginose, sempre illegittime (perché non approvate come varianti urbanistiche): tutte le strade, le piazze, gli slarghi e i marciapiedi dove si è avvistato qualche ambulante, sono state RIGOROSAMENTE vietate per l’itineranza (ad eccezione di quelle adottate da associazioni di amici), tutti i luoghi vietati alle giostrine…., gli impianti di carburanti….. orrore, i dehors sono vietati fino agli ambiti ( salvo che per alcuni amici),  gli impianti pubblicitari fino agli ambiti e alla Bolkestein ( sempre fatti salvi gli amici), i negozi piccoli non possono superare i 150 mq e devono chiudere se non hanno la perfetta conformità urbanistico edilizia (che non può avere nessuno….. salvo alcuni  amici che, guarda caso, hanno potuto trasformare i parcheggi e le banche o i cinema in supermercati………. o aprire importanti esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, lidi balneari, attività di ogni genere  in luoghi che registrano la presenza di immobili totalmente ABUSIVI, non condonati, e talvolta già in possesso del rigetto del condono che dovrebbe essere propedeutico all’abbattimento da parte del Comune di Napoli!

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La più bella di queste norme è quella con cui  Panini ha dichiarato MONUMENTI tutte le strade, le piazze, i marciapiedi  di Napoli, definendoli BENI CULTURALI e sottraendo tale potere al Ministro dei Beni culturali, senza seguire i procedimenti previsti dalla legge e superando ogni principio di logica………………………. ovviamente anche qui qualche marciapiede assume rilevanza culturale decisiva, mentre qualche strada e qualche piazza  possono essere cedute tacitamente ai privati e sotto il vincolato ( dal Ministero) Mercato del Pesce si può lasciar organizzare un accampamento dormitorio……… ma già….. qualche amico doveva aver spazio per BELEN  e sotto le Torri Aragonesi non si poteva più dormire! ittico-con-spazzatura

A tutto questo bisogna sottostare……. ma almeno Panini la smetta di affermare che è “vicino” ai lavoratori  di Auchan, dell’Ippodromo, delle Terme, dell’Edenlandia  ….. perchè invoca problemi occupazionali e tutela dei lavoratori solo se e quando lui stesso e i suoi sodali progettano e predispongono tutele di ben altri interessi!

E la pazienza ha un limite!

Ida Alessio Vernì