
Egregio Avvocato,
l’astio ed il livore con cui Le rispondono sui social media la dicono lunga sugli effetti del suo lavoro.
Ma ancor più significativo è il silenzio che accompagna le Sue vittorie: nessuno più chiarisce le sorti di Monumentando, nessuno dice ai cittadini napoletani se e quando le Torri Aragonesi saranno liberate dai drappi funebri, nessuno spiega quanto viene prelevato dal bilancio comunale per garantire la custodia del Monumento, nessuno chiarisce di chi sia la competenza a concludere e ad adottare provvedimenti in autotutela a seguito delle determinazioni dell’ANAC.
Egregio avvocato, occorre vigilare sugli ulteriori sviluppi per fare in modo che gli esiti della sua clamorosa VITTORIA non vengano convertiti in ulteriori danni per i cittadini napoletani.
Credo che si dovrebbero interpellare ufficialmente la Soprintendenza ed il Comune di Napoli.
Come Lei, e l’immenso numero di Associazioni e Cittadini che si sono uniti alla sua lotta e che temono per le sorti del Centro Storico Unesco, credo che ufficialmente dobbiate chiedere all’Osservatorio Unesco, di recente rinnovato nella sua composizione, conto e ragione del lavoro fin qui svolto.
Tenga conto che dovrebbero consegnare risultati rispetto a quanto segue:
A breve saranno persi i fondi anche dei nuovi finanziamenti, ed è, quindi, indispensabile intervenire, come si dice in gergo, “con somma urgenza”.
Questo anche alla luce dei primi segnali di tentativo di “scarica barile”: Garella che si accolla le Torri Aragonesi (ma lo aveva fatto sul giornale solo per fornire l’alibi al Comune ed ora non sta procedendo con i lavori?), Garella che rettifica chiarendo che i giallini delle facciate della Galleria Umberto non sono addebitabili al Comune (sic!), Borriello che inizia ad evidenziare che il Comune non è competente sui Monumenti, i soldi Unesco dedicati a rifacimenti stradali, la paventata realizzazione con fondi pubblici destinati alla valorizzazione del Centro Storico di una sorta di gigantesco TOTEM Pubblicitario a LED, quasi certamente difforme dal Codice della strada, dalla tutela culturale e paesaggistica entro 300 metri dalla battigia su strada classificata come bene culturale, nel decisivo quadrivio Corso Lucci, via Marina, via Volta, dall’uso imprecisato e che, a differenza di N’Albero e del Corno, non sarà istallazione temporanea, l’invio di Napoli Servizi per delicati interventi sulle facciate di Castel dell’Ovo e la circostanza che Borriello non dia notizia di una COMUNICAZIONE UFFICIALE con DATA e PROTOCOLLO che imponga alla Soprintendenza ( ove fosse vera la tesi della irresponsabilità del Comune) di inviare maestranze specializzate per l’immediata verifica della sicurezza delle facciate del Castello! E sono solo alcune delle possibili riflessioni……………………………. cui andrebbero unite considerazioni in ordine al personale effettivamente preposto a coadiuvare l’Amministrazione e l’Osservatorio nei loro doveri: scelti, intuitu personae, senza che sia chiaro nemmeno all’intuito di chi siamo affidati, tra:
- tecnici capaci di sgombrare ad horas immobili SENZA neanche effettuare UN Sopralluogo di ricognizione e revocare lo sgombro ad Horas SENZA EFFETTUARE NEANCHE UN PICCOLISSIMO INTERVENTO DI SICUREZZA sui medesimi immobili, noncuranti delle sorti di un presunto occupante abusivo sgombrato da un anno senza dare esecuzione allo sgombro, molti impiegati pubblici e importante e prezioso patrimonio documentale d’archivio
- direttori, dirigenti e funzionari che sulla materia giuridico amministrativa, probabilmente, non possono essere interrogati……neanche su un argomento a piacere………….(citazione da un amico!)
Ida Alessio Vernì