Gli ambulanti a Napoli!

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Spetta a Paolo Barbuto, che intervista Ciro Esposito, dare il via al tormentone degli AMBULANTI, che unito alla tradizionale litania contro i TAVOLINI SELVAGGI e alla più recente dei PARCHEGGIATORI ABUSIVI costituiranno i TEMI privilegiati delle inchieste della stampa cittadina!

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I politici e la Polizia Municipale continueranno ad invocare la LEGALITA’ anche se non si sa bene in che senso e in che direzione! E sperando che le “armi”  auspicate siano quelle normative!

La categorie interessate si trascineranno ……..alla ricerca della “raccomandazione” e delle “conoscenze”……….. perchè, bene o male, comunque, ci sarà sempre un PICONE……..

E probabilmente, al di là delle parole, tutti vorrebbero che in città rimanga tutto sostanzialmente INVARIATO!!!!!

E la stranezza dell’articolo di Paolo Barbuto, che riferisce da Ciro Esposito, è che la “fatalità” e conseguente necessità di “interventi per casi specifici” vengono addirittura dichiarati esplicitamente: a leggere sembra che un REGOLAMENTO nuovo sia improvvisamente venuto fuori senza che nessuno ne sia responsabile e che dalla prossima settimana “si troverà” una soluzione!

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Ma invece il Regolamento ha nomi e cognomi: quelli certi e diretti sono Enrico Panini e Paola Sparano, coadiuvati da uno stuolo di staffisti e impiegati solerti e da dirigenti e consiglieri comunali del tutto inconsapevoli……….(nella migliore delle ipotesi!).

E Ciro Esposito, che dovrebbe comandare la Polizia Municipale, lo sa che anche i Plebei avevano capito che servivano le XII Tavole per avere norme CERTE applicabili a TUTTI e TUTTI i GIORNI? Lo sa che il Prefetto non può intervenire sui regolamenti approvati dal Consiglio Comunale? 

Come si può, dopo tanti secoli, teorizzare che esiste un REGOLAMENTO, valido per gli altri, che sul lungomare la prossima settimana non si applicherà?

E’ in questo humus che si legittima………TUTTO!

Sui TAVOLINI di “primitivo”, selvaggio” e “illegale” c’è ormai solo il comportamento di una Amministrazione Pubblica che da un lato emana BANDI per chiedere in una sessantina di giorni progetti esecutivi su siti monumentali della città o per l’abbattimento delle Vele e la ristrutturazione della Vela Azzurra (non più destinata a Museo e mantenuta come simbolo architettonico, ma destinata a case da assegnare secondo i pareri dell’Avvocatura Municipale ma su responsabilità della Direzione Patrimonio), e dall’altro,  dal 2009 per merito di Mario Raffa e dal 2011 per merito di Marco Esposito (l’inventore dei NAPO moneta napoletana che a quanto pare non si è affermata nelle Borse Internazionali) e di Enrico Panini, coadiuvato da Garella, si avvia ai  10 anni per stabilire come devono essere i dehors! (salvo alcuni che, indisturbati, occupano marciapiedi e adottano strade e aiuole).

L’unico “miglioramento” dell’intero paesaggio napoletano,  rispetto alle estati in cui il mio Ufficio semplicemente concedeva il suolo pubblico dinanzi ai Bar e ai Ristoranti dal 1 gennaio (con apposita ordinanza valida per TUTTI, nelle more dei singoli rilasci-rinnovi) al 31 dicembre (tariffa tosap permanente), è stato dato dall’autodemolizione (per disperazione) del grillage in legno realizzato negli anni novanta dal papà degli attuali gestori del bar Riviera che, stanchi di sigilli e di udienze penali, hanno preferito il “ravvedimento operoso!!!!!! ………………………….

I peggioramenti: abusivismo dilagante, spazi senza confini, disturbo alla quiete pubblica e non solo nei luoghi della cd. movida, plastiche svolazzanti, incuria, assenza di fioriere, assenza di qualità, assenza di investimenti per utilizzare materiali diversi dalla plastica nei luoghi di particolare pregio, caos tra esercenti, “costi” enormi per gli esercenti, riduzione delle entrate “ufficiali” per il bilancio del Comune di Napoli, (I DATI SUL RISCOSSO NON SONO RILEVABILI , ma nel 2015, nella Relazione dei Revisori sulla COSAP, si dà atto che Non sono pervenuti i dati relativi all’evasione tributaria, ma si dichiara di aver verificato che il Comune ha proceduto ad attività accertative a seguito di verifiche nei confronti di coloro che non hanno corrisposto quanto dovevano, parlando per la COSAP di 4.000 verifiche effettuate e 3.695 avvisi di accertamento inviati, che è, come dire, che solo in 305 casi è stato trovato tutto in regola (ma ci si riferisce a TUTTE LE OCCUPAZIONI anche quelle per feste, eventi, manifestazioni di pochi giorni!))

Più serio il tema dell’ambulantato perché penso che oltre 10.000 famiglie a Napoli vivano di questa attività!

Ed è proprio sull’ambulantato che il nostro PANINI ha toccato l’apice con tre azioni che sarebbero esilaranti se non comportassero DANNI ENORMI per gli ambulanti:

  • la prima: mentre in Italia si studia come garantire a questa fascia sociale una possibilità di lavoro, e il Governo ha prorogato l’applicazione della Bolkestein al 2018, Panini ha impedito lo svolgimento di fiere, eventi e occasioni in nome di presunte, fantomatiche “gare” e bandi!

  • La seconda: quando in una indagine si è rilevato, con preoccupazione, che il settore dell’ambulantato aveva avuto netti incrementi numerici e che Napoli era la città più coinvolta dalla crescita quantitativa “Napoli prima città per incremento imprese commerciali ambulanti. Tra fine 2011 e giugno 2015 aumento 40% e 4.191 nuovi operatori) si è gloriato della performance ed ha testualmente affermato: “L’amministrazione de Magistris – ….. ha lavorato per potenziare la rete distributiva a servizio di cittadini e turisti, rendendo la massima parte degli operatori del commercio immune dal ricatto della criminalità organizzata. A breve sarà possibile individuare nuovi mercati per vendere i propri prodotti regolarmente”.(Il Mattino 20.01.2017): ma forse non sa che l’ambulantato è il luogo di assorbimento dell’irrisolto problema occupazionale e l’unica attività lecita possibile per molti immigrati? Che questi “numeri” sono solo il sintomo della fame?

  • La terza azione è stata (che Paolo Barbuto avverta Ciro Esposito) quella di abrogare il divieto di itineranza su tutto il territorio del Comune di Napoli, inserito nel Siad 2001 in considerazione della circostanza che il titolo veniva conseguito nel Comune di Residenza ma consentiva di “itinerare” nell’intera Regione, aggiungendo così ai nostri già 8.000 ambulanti un numero imprecisato ed imprecisabile, proveniente dall’hinterland comprensivo di san giuseppe vesuviano! Questo divieto di itineranza, che superò ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, ha salvato la città dall’invasione che a Pasqua si è toccata con mano per la prima volta, essendosi appunto provveduto all’abrogazione del divieto solo di recente in Consiglio Comunale!

E, dunque, questa volta è chiaro che ciò che accadrà è perfettamente prevedibile…….. e poi, magari, si invocheranno il confino o l’uso della repressione più violenta, si griderà al rispetto della “legalità”, si scopriranno improbabili connivenze con la criminalità organizzata!

Nel prossimo Blog qualche riflessione sul commercio sulle aree pubbliche! Le riflessioni che avrebbero dovuto fare gli Uffici prima di procedere, nella più totale ignoranza ed incuria, a presunte riforme e modifiche!

IAV

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