Strada realizzata all’insaputa del Comune……….dall’Hotel Romeo? Dovrebbe saperlo un certo Danilo Risi.

Chissà chi sa qualcosa di come era venuta fuori questa strada? E poi meraviglia che non sia stato possibile adottare il verde……visto che, come vedremo nel prossimo BLOG il verde si “crea” per consentirne l’adozione……. come nell’utero in affitto. Una persona vuole adottare il verde, il verde antistante il negozio, il bar o l’albergo però non c’è……..allora viene partorita una bella fioriera, o due, o forse delle piccole aiuole che qualcuno ha realizzato all’insaputa di tutti in pieno Centro Storico, zona A, vincolo paesaggistico, vincolo culturale, se l’ombrellone non ha il bastone centrale non se ne parla……….. e miracolosamente l’adozione diventa possibile. Dentro la fioriera……… il fatidico cartellone pubblicitario! Eppure i marciapiedi a Napoli sono Monumenti!

“Strada riqualificata e chiusa al traffico abusivamente. Finisce in Procura la strana vicenda di Traversa Leone, strettoia ad angolo con via Cristoforo Colombo, su cui affaccia l’albergo Romeo. E tutto parte proprio da una richiesta, a fine luglio, del proprietario dell’hotel, l’immobiliarista Alfredo Romeo, di adottare un’aiuola di Traversa Leone presentata al Servizio Verde del Comune. Richiesta che ottiene il pare positivo del presidente della seconda Municipalità Francesco Chirico. Il via libera, però, dura poco perché gli uffici tecnici rigettano l’istanza. Per un motivo semplice: in via Traversa Leone non risulta alcuna aiuola.

La storia sembra finita, ma da un controllo avvenuto a inizio settembre, il servizio tecnico della municipalità scopre che la strada è stata completamente stravolta da lavori di riqualificazione mai autorizzati. Traversa Leone, che fino a qualche settimana prima era in asfalto e aperta alle auto, “è stata ripavimentata in piastrelle di pietra lavica, chiusa al traffico da dissuasori di sosta e fioriere collocate all’incrocio con via Colombo e illuminata da nuove paline sistemate al centro della strada, diverse dalle originali”, si legge nella relazione. Chirico chiede spiegazioni a Romeo e, riferendosi alla precedente richiesta, scrive: “La sua istanza si configurerebbe come una richieste di sanatoria piuttosto che di affidamento”

Chiamato in causa Romeo risponde di “aver apprezzato l’interessamento di Chirico per la bonifica dell’area circostante a Traversa Leone, perché ciò potrebbe rappresentare una significativa iniziativa per la riqualificazione di una zona degradata che dovrebbe essere, invece, particolarmente valorizzata, dal momento che è di fatto, l’unica porta di accesso della città dal mare”. Questo sarebbe stato, a detta dell’imprenditore, il motivo “per il quale nella mia qualità di legale rappresentante della Romeo Alberghi srl, ho avanzato la richiesta di adozione”. Ma sull’intervento di riqualificazione eseguito abusivamente da qualcuno, Romeo nega di esserne responsabile e sottolinea che “benché nessun intervento manutentivo sia in realtà riconducibile alla mia società, resta la mia disponibilità a farmi carico dei costi delle opere eseguite da Citelium e Simluce su progetto, penso, autorizzato dal Comune”.

Insomma, Romeo ipotizza che i lavori siano stati eseguiti dalle società che hanno in appalto l’illuminazione pubblica che, però, smentiscono di aver eseguito interventi di riqualificazione. Al Comune, così chiarisce una nota del vice direttore generale Giuseppe Pulli, risulta solo un progetto di riqualificazione di una parte dell’impianto di illuminazione. In pratica si tratta dello spostamento di due pali della luce su richiesta dello stesso albergo Romeo. Resta il mistero, quindi, su chi ha eseguito abusivamente i lavori e ha chiuso al traffico una strada del centro cittadino senza autorizzazione. Da qui la decisione del presidente della municipalità di raccogliere tutta la documentazione, a partire dalla richiesta di adozione dell’aiuola, e presentare un esposto in Procura. Della strana vicenda Chirico la scorsa settimana informa anche il sindaco Luigi de Magistris con una dettagliata nota che ricapitola tutta la storia e lo avverte dell’esposto presentato ai magistrati.( R.it di novembre 2016) Traversa leone chiusa al traffico e ripavimentata illegalmente. L’albergo Romeo: “Noi non c’entriamo”di ANTONIO DI COSTANZO

Ora  questa vicenda, non può essere andata così come viene raccontata  in primo luogo perché i progetti pubblici eseguiti dalle società che hanno in appalto l’illuminazione pubblica seguono strade diverse da quella di una richiesta di spostamento di due pali della luce da parte dell’Hotel Romeo e non diventano “un progetto di riqualificazione di una parte dell’impianto di illuminazione” , non si capisce da chi eseguito e da chi pagato e, in secondo luogo, perché il cd Servizio Verde del Comune, ricevuta una istanza, non può inviarla per il parere alla Municipalità, senza aver prima istruito la pratica. 

E ciò ci costringe, a differenza di quanto è lecito fare ad Antonio Di Costanzo, a valutare la possibile istruttoria e ad inquadrare il procedimento specifico nel contesto.

I magistrati che indagano sull’improvvisa chiusura  di una strada, e l’esecuzione clandestina di lavori abusivi, certamente non crederanno alla favoletta raccontata, per un duplice ordine di considerazioni:

a) ci sono alcune probabilità che la vicenda si innesti nei “tentacoli” di Romeo che non riguardano il Sindaco, ma probabilmente, sono ancora ben dentro il Comune di napoli;

b) c’è la certezza che  la possibilità derivi da un complesso procedimento, molto made in Naples, organizzato non dalla dirigenza comunale ma in quel settore oscuro che è rappresentato dai cd. staffisti  quando gli stessi, invece di operare come persone di fiducia del politico che li nomina mediante legittima scelta ad personam, si intrecciano con la dirigenza e compiono atti di gestione con firme altrui.

Questa ideazione ha un nome ed un logo:

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e si articola in una prima delibera consiliare del 21 dicembre 2011,  “Regolamento per l’affidamento senza fini di lucro a soggetti pubblici e privati di spazi destinati a verde pubblico“, per cui Associazioni, enti o privati cittadini potranno adottare e prendersi cura di un’isola verde, al fine dichiarato  di mantenere, conservare e migliorare il verde pubblico  attraverso la partecipazione diretta e senza fini di lucro dei cittadini, in un Regolamento “Adotta una strada” per la progettazione partecipata e la cura degli spazi urbani approvato in Consiglio Comunale nel luglio 2015, ed infine nell’utilizzo di superfici pubbliche per la creatività urbana.

In base a questa architettura mentre prima si parlava di far adottare circa 200 aree a verde, il numero in seguito è diventato imprecisato, tant’è che ad oggi ne risultano assegnate  oltre 340, anche perchè oltre le aiuole esistenti, di poteva chiedere l’adozione anche di “Fioriere ed aiuole mobili donate dai privati o enti pubblici secondo le prescrizioni dettate dall’Amministrazione comunale”, scegliendo non più tra quelle messe “a bando” dal Comune ma esattamente  dove e come serviva (per la pubblicità o altro!).Elenco_affidi_aggiornato_al_4_novembre_2016 (1)

Dal che si evince che la circostanza che una aiuola non vi fosse non avrebbe potuto in alcun modo produrre il rigetto dell’istanza dell’Hotel Romeo, sia perché poteva donare le fioriere , le aiuole o anche un parchetto  sia perché poteva adottare “la strada”!

Certamente i giudici chiariranno questo aspetto.

Anche se poi lo stesso rimane marginale rispetto al disegno più complessivo.

In base a questi tre progetti  tutto il Patrimonio della Città (ad eccezione degli immobili Beni Comuni) e di quanto gestito dalla Napoli Servizi, fuoriesce dalla Direzione Patrimonio (che già prima lavorava di “concerto” con la Romeo) e va al Verde…….

Qui nelle denominazioni comunali si inizia a creare un po’ di confusione ma da una seduta consiliare  del 19 aprile 2016  si apprende che la Giunta ha stanziato una somma per una costituenda Associazione  Comune al Verde   forse partecipata dal Comune,nella misura in cui all’interno della stessa  ci sarà un rappresentante del Comune che non si sa se è collegata alle presunte aiuole affidate e si apprende, poi, da un intervento di un consigliere gennaro esposito, “oggi leggo sulla stampa cittadina e questa, tra le altre cose, fu una cosa che uscì su un giornale che leggono tutti, Dagospia; all’epoca c’era un articolo di Carlo Tarallo, in cui si parlava di un assessore del Comune di Napoli, di cui non conosco il nome, con un suo compagno titolare di attività commerciale a Chiaia, anche se non credo che i nomi siano gli stessi di quelli che leggo oggi su Il Mattino di Napoli, parlavano di una delibera pazza e di un consigliere scocciatore, nonostante il quale prima o poi sarebbero riusciti a far passare la delibera. Io capisco il buon Danilo Risi, che si spese molto su questa delibera e disse che questo provvedimento non aveva nulla a che fare con la movida, ma oggi devo dire che avevo ragione e tra l’altro chiamata a decidere in Conferenza dei servizi è la compagna, l’assessore Clemente, del Presidente dell’associazione che ha presentato il progetto, la quale sui giornali dice di essere stata convocata e di avere competenza a decidere questo documento in via residuale, ma di non partecipare.
(Intervento fuori microfono)  Danilo, è scritto su Il Mattino, c’è anche un’intervista….

dove il riferimento è un certo Danilo Risi che, come si apprende dal verbale della medesima seduta consiliare, …………”“Presidente, stavo chiedendo chi era la persona accanto, pensavo fosse un nuovo assessore. È addirittura seduto al posto del Sindaco, un po’ di rispetto in più per le istituzioni, per favore ………………………

CONSIGLIERE ATTANASIO: Grazie, Presidente.
Ho notato un attimo fa che il consigliere Nonno ha richiamato l’avvocato Risi, che era seduto ai banchi; io vorrei ricordare, anche ricollegandomi all’intervento che ha fatto il consigliere Fiola sull’associazione che hanno creato a Palazzo San Giacomo con relativo buffet in campagna elettorale, che questo avvocato, caro assessore, quando io mi sono alzato per dire delle cose all’assemblea, non voleva farmi parlare, dicendo che non potevo parlare, perché si trattava della seduta di un’associazione che stava approvando uno statuto”

Ma chi è questo avvocato Danilo? Non se ne sa molto.

E che l’architettura sia stata ideata  da un certo Danilo Risi, lo racconta il diretto interessato. 

“Danilo “Partenope” lavora con un contratto part time presso il Comune di Napoli nello staff del Vicesindaco Tommaso Sodano che ha, tra le sue deleghe, quella all’ambiente. Gli chiedo com’è nata l’idea di affidare le aiuole ai cittadini e lui mi racconta che l’amministrazione di Luigi de Magistris si è insediata in un momento in cui c’erano numerose emergenze da affrontare a fronte di scarsissime risorse economiche. All’epoca per fortuna, però, continuavano ad arrivare offerte di aiuto e di sostegno dalla gente comune; quello che mancava era un regolamento, una procedura semplice che potesse rendere proficue per la città queste risorse. Così mi spiega:

Feci una ricerca sulle regole esistenti in altre città e provai ad adattarle all’organizzazione amministrativa della nostra realtà cittadina. Oggi quel Regolamento ha più di tre anni ed ha all’attivo circa trecento procedure di affidamento di aiuole concluse positivamente; sappiamo dove è necessario migliorarlo, ad esempio in tema di controlli, di revoche, di numeri dei cartelli e mi auguro che prima della fine del mandato il Consiglio comunale approvi le modifiche che ho proposto.

Gli chiedo se non ha il timore che l’affidamento delle aiuole possa essere percepito come una “soluzione comoda” per un’amministrazione che non riesce a prendersene cura e con estrema onestà mi risponde che in parte ciò corrisponde a verità, ma solo in parte… Con amarezza mi racconta che i fondi per il Comune di Napoli vengono continuamente tagliati e, dovendo scegliere, la cura del verde non può essere considerata una priorità rispetto all’igiene urbana, alla messa in sicurezza delle strade, alla manutenzione del sistema fognario, etc… e così precisa:

Ci si è preoccupati di trovare soluzioni diverse e innovative più che comode, del resto proprio il Dirigente comunale competente che doveva materialmente redigere e sottoscrivere l’atto deliberativo, mi pose molte obiezioni che riguardavano tanto l’efficacia di un simile provvedimento tanto la “scomodità” per gli uffici comunali di seguire una tale procedura che prevede di dover rispondere a richieste tra le più svariate, di predisporre sopralluoghi nei luoghi più insoliti e scomodi, di effettuare periodiche verifiche e controlli etc. etc. Le posso assicurare che, avendone la disponibilità, sarebbe più comodo affidare la cura di tutto il verde cittadino ad una bella ditta privata esterna con una bella gara milionaria… non sono pochi quelli che propongono questa soluzione. Noi abbiamo scelto un’altra strada, che certamente non è risolutiva, ma, le posso assicurare, tutt’altro che comoda

Quando Danilo “Partenope” mi racconta quello che ha costruito e ideato mi sembra emerga preponderante in lui la consapevolezza e l’orgoglio del “bene” che un lavoro come il suo costituisce per la Città e, a fronte delle remore e titubanze iniziali, prevale l’importanza di raccontarlo a se stesso e agli altri, non a caso afferma:

per far bene delle cose, per farle fino in fondo, è necessario metterci la faccia, letteralmente, ma non per chiedere voti, come fanno i politici quando usano questa espressione,  ma nel senso di mettersi in gioco complessivamente. Credo molto nel lavoro che ho fatto in questi quattro anni e nei risultati che ho ottenuto per la mia città, ed allora, è giusto che me ne assuma pubblicamente la responsabilità, grazie dottor Cimone per avermi aiutato a riflettere su questo aspettoA colloquio con Danilo “Partenope” Risi Posted on 29 luglio 2015 Napoli intraetment)

Quindi sembra certo che centinaia e centinaia di luoghi, strade, aiuole, fioriere, campetti, aiuole “mobili” (chissà se occorre il parere della Soprintendenza” o essendo”mobili” queste aiuole camminano!!!!!) sono state gestite da  questo avvocato Danilo Risi, teoricamente, solo un part time di fiducia di Tommaso Sodano   e, quindi, certamente sarà lui a chiarire alla magistratura cosa successe con la strada  costruita all’insaputa!

Di lui non si sa molto: pare sia avvocato, marito dell’avvocato  Claudia Piccolino con cui condivide lo studio in Vico Prima Quercia e non pare che il ruolo ufficiale che occupava potesse garantirgli tante ingerenze e tanto potere! Forse dopo l’intervento della Magistratura se ne saprà di più!

Ma ora costui  non è più staffista. Ci sarà l’Associazione Napoli al verde  di cui si parlava in Consiglio Comunale ????? (sperando che il verde sia riferito a piante ed alberi e non a lasciare la città “al verde”  come si dice in gergo) o forse, come sembrerebbe da qualche indizio, è subentrato a Risi Nicola Malpede in nome e per conto del noto Assessore all’Urbanistica  PISCOPO???

Ida Alessio Vernì

 

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