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quvi-2I tuoi ricordi su Facebook

Ida, sei importante per noi così come lo sono i ricordi che condividi. Abbiamo pensato che potrebbe farti piacere rivedere questo post di 4 anni fa.

Ida Alessio Vernì

18 gennaio 2013 · 

Cade sotto le ruspe la casa di una socia fondatrice di QU.VI. ………………ma è come se fosse caduta la casa di uno qualsiasi di noi.
Rakele Mele:
Carissimi…Sapevate già da Tempo che le ruspe non si sarebbero fermate …e sapevate già da tempo che nessuna manifestazione , rivoluzione di territorio …barricate ed altro ..avrebbero salvato qualche casa .. la Procura non scherza e da tre anni ad oggi ha fatto tremare politici ed altri ….che sulla materia non hanno potuto (e non dico voluto ) ma che in parte non hanno avuto i giusti mezzi per poter affrontare al meglio la Procura .Da tempo vi stavo chiedendo altro ..ma ignari e superficiali ..avete snobbato qualcosa di reale e concreto …. che comunque va’ avanti .. piu’ lentamente, ma va’ avanti… di certo se da tempo vi foste uniti dandone forza ..oggi avremmo avuto fiato per affrontare al meglio la lunga ed ancora battaglia che abbiamo iniziato a percorrere per far si che il problema venisse affrontato dall’interno e alla radice ..contrapponendoci agli errori commessi dalle amministrazioni ..e da tutto quello che esse dovrebbero intraprendere …..! Oggi con Molta rabbia in piu’ ..ma con tanto controllo e determinazione perseguiamo il nostro scopo….Noi che non abbiamo mai detto NO ..a tutti gli altri …Noi che siamo Corse sempre in prima Linea..in territori a Noi sconosciuti ……ma che davanti al problema abbiamo preso subito iniziative ..contribuendo al meglio delle nostre forze …senza nessuna differenza di Casa ..perche’ ogni famiglia era nostra …Vi facciamo l ultimo appello …oltre ogni lotta perseguita oltre ogni vostra lotta ….Vi chiedo di unirvi anche alla nostra .Ps i Presidenti di tutti i Comitati ed Associazioni sanno . Rachele Mele

Rachele Mele:
1. Tra tante case viste sparire nella manciata di poche ore …per le quali una vita di sacrifici non e’ bastata a salvarle …per le quali tante parole sono state portate via dal vento …le stesse per cercare di far capire il reale problema …cercare di far capire che la legalita’ non si racchiude in un numero cento …….. TRA TANTE …HO VISTO LA SUA CASA SPARIRE…LA CASA DELLA MIA SORELLA DI…battaglie…ED AMICA DI VITA…..LA CASA DI UNA DONNA CHE HA DIFESO CON TANTA DIGNITA’……FINO IN FONDO GLI STENTI DI UNA VITA… QUELLA DONNA HA CERCATO DI NON FAR VIVERE UN TRAUMA AI SUOI FIGLI HA CERCATO DI DIFENDERE I PROPRI SPAZI ….IL PROPRIO FOCOLAIO…ONORE A TE DONNA… CONTRO OGNI PREGIUDIZIO DI CHI NON HA VOLUTO E NON VUOLE CAPIRE PER PROPRIA CONVENIENZA,,,,!!!

Ida:

 

Una divisa, un soggetto senza volto, la paura ti attanaglia e in un istante sai che è tutto finito!. Tante divise, tante persone che non puoi guardare negli occhi, che sembrano marionette ed hanno gli occhi tristi, in alcuni momenti sembrano comprendere e sembrano vicini, in altri hai anche pena di loro che non decidono la loro vita, non sono liberi di scegliere il proprio comportamento, forse hanno anche loro una famiglia, dei figli…. ma ad un tratto spariscono perché dinanzi a loro ci sono le ruspe che segneranno la tua fine, ci sono i giudici, lontani, nelle loro lucide scrivanie, inconsapevoli ed indifferenti, costretti dalla legge: anche loro non hanno scelta perché non possono non compiere il proprio lavoro. Intorno ci sono amici, che dicono di esserti vicini, che scrivono su facebook la loro solidarietà, che esprimono dolore…. anche loro devono assistere impotenti all’azione delle ruspe. Anche loro non hanno scelta, E ancora la famiglia, un marito forte e sereno, pronto a ricominciare a lavorare per la famiglia, i genitori, i fratelli e i parenti tutti, i figli colpiti anche loro nelle proprie abitudini di vita…..i compagni e le compagne di lotta, che sono già passati per questo dolore o sanno che tra breve toccherà a loro, sperano, ma tremano, sono solidali, vicini, preparano tutte le forme di protesta che possono immaginare, rilasciano interviste che non verranno mai pubblicate. E, ancora, gli avvocati, che, in sintonia con il loro scopo supremo ed il loro ruolo vengono a dare voce alla tua impotenza, corrono dai giudici, trattano con le Autorità, urlano i diritti del più debole e chiedono giustizia….E tutto questo fa rumore, rumore, rumore, per tutto puoi dire qualche grazie, in tutto trovi un attimo di conforto apparente……..Ma in tutto questo rumore di ruspe e di rovine, di pietre che rotolano e di clamore quello che fa paura è IL SILENZIO, LA SOLITUDINE. Non è tutto il caos, le decine di poliziotti che circondano il tuo spazio, le cattiverie su indagini relative alla famiglia, il caos delle corse per levare i mobili, salvare i propri poveri oggetti, i ricordi di famiglia, i trofei dei successi e i residui delle sconfitte e delle sofferenze, il bruciore delle ingiustizie, del non rispetto dell’ordine cronologico o delle gravità degli abusi, la coscienza che vengono colpiti i più innocui perché è più semplice, perché non rappresentano un pericolo, perché i più innocui sono i più deboli! No, non è questo.
E’ l’angoscia solitaria di non avere più una “casa”, un tetto che ti protegge dal mondo esterno, quattro mura dentro cui sono nati i tuoi figli, li hai cullati da piccoli, hai cambiato pannolini, li hai allattati, li hai mandati a scuola con gli occhi lucidi – i loro e i tuoi- per prepararli alla vita, li hai visti diventare “adulti”. Ti guardi intorno e non vedi più nessuno, non incontri occhi, non trovi amicizia e comprensione, anche se forse c’è, sai solo che intorno a te non ci sarà più la casa, la protezione, il luogo in cui hai condiviso un progetto di vita con il tuo compagno, la tua compagna, nel quale hai articolato il progetto di vita per procreare, all’interno del quale hai articolato, vissuto, sentito il tuo tempo scorrere.
Il Silenzio di chi doveva garantirti un tetto, di chi oggi ti ha reso uguale alle persone sui barconi che fuggono dalle loro case per venire in Italia con la differenza che a loro verrà dato un tetto e a te NO, il silenzio e l’indifferenza di chi non ti ha consentito di lavorare, di guadagnare, di avere una casa legittima e sicura, ti ha costretto a realizzare una casetta abusiva, una cucina-soggiorno e due stanzette per dormire genitori e figli, ha finto di condonartela tante volte solo per lucrare oblazioni, oneri di urbanizzazione, accatastamenti e tributi, ICI,IMU, Tarsu , parcelle per ingegneri, architetti, geometri e notai, avvocati e consulenti, commercialisti ed esperti, ha consentito lo scempio di un quartiere, di una città, di tutte le città, di tutto il territorio ed improvvisamente, alle ore 8 di un triste mattino che segnerà per sempre e profondamente la tua vita, ricorda il proprio ruolo di “forza dell’ordine” e arriva con il messaggio della distruzione.
E allora tenti di difenderti, di trovare soluzioni, di salvare il salvabile, di cercare un tetto provvisorio, si evidenziare contraddizioni ed ingiustizie, di vagliare tutti gli atti del processo, di escogitare qualcosa, di trovare una strada……. giusto ma non è solo una strada che ti serve, ti serviva la tua casa, il tuo tetto, il guscio protettivo di cui tutti hanno bisogno e non la hai più.
Certo c’è la famiglia, gli amici, i compagni di lotta, certo rimane da salvare la dignità, certo possiamo “parlare. sfogarci. preoccuparci di altro insieme ad altri…. ma rimane una verità indiscutibile ed irreversibile: non hai più la Casa, il luogo della tua vita. e questo non è successo per un terremoto, per una esondazione, per un “caso fortuito” ma solo perché, senza un vero motivo, perché non si risolve il problema di difendere il paesaggio e l’ambiente con un solo abbattimento, volontariamente, si è deciso di colpire, nel silenzio, senza i giornali, senza la notizia, senza la libertà di manifestazione del pensiero, senza rispetto del principio di eguaglianza, senza rispetto del lavoro, senza a correttezza e trasparenza della Pubblica amministrazione, senza la garanzia della difesa, senza tutela della famiglia e del principio di solidarietà sociale. PERCHE’? Vicini nel dolore ed in questa perdita irreversibile…..suona un po’ retorico parlando e scrivendo sotto un tetto! Vicini nel chiedere il perché, nel pretendere che si esca dall’indifferenza e dal silenzio, nel tutelare i valori della Costituzione , nel pretendere il rispetto dovuto a tutti gli uomini/donne e il riconoscimento di TUTTI i propri diritti: questo SI, sempre, in ogni momento, tutti, tanti, uno, cento, mille perché sappiamo che non è solo una casa che è andata via……ma quello che per la nostra compagna di lotte e di sofferenze, la Sua casa rappresentava. Forza, non a lei…a TUTTI!

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