Se Steve Jobs avesse fondato la Apple a Napoli………………….sarebbe stato diffidato a tentare di sistemarsi nel garage!

garage-appleIl garage di Steve Jobs diventa dimora storica. Il luogo dove venne fondata Apple trasformato in patrimonio preservato dalla contea di Santa Clara.

Qualche anno fa girava la battuta che a Napoli Jobs sarebbe invecchiato nel garage! ma, in pochi anni, siamo andati molto più avanti………. e Jobs nel garage, vi assicuro, non sarebbe riuscito a rimanere più di qualche mesetto, con la tecnica della “scia a ripetizione ravvicinata”

Presenta la sua prima SCIA…..è irricevibile!  Ripresenta, ma per intero, la sua seconda istanza: irricevibile!

Ripresenta  il tutto la terza volta: ancora irricevibile……..

e poi scopre che deve andare in un altro Ufficio per documentare la legittimità e l’agibilità del garage!

Se lo avesse costruito per fondare la Apple ….. potrebbe essere facile, ma l’ha  ricevuto in eredità dal padre, che lo aveva ereditato a sua volta dal nonno, che lo aveva comprato negli anni ’60 durante il boom economico: nel contratto di acquisto non c’è traccia di autorizzazioni edilizie, al catasto Steve lo ha trovato registrato con la successione di suo padre e dei suoi fratelli negli anni Ottanta e altro non si trova.

Eppure  ha anche trovato il tecnico disposto a giurare che il garage era lì, esattamente come è ancora, prima del 1930: non si sa  quali siano le presumibili fonti di tali attestazioni giurate, ma certamente deve esserci qualche materia che si insegna nelle facoltà di Ingegneria ed Architettura napoletane e negli istituti per geometri di città e provincia….che consente queste dichiarazioni!

Ma gli uffici non sono “convinti”: dal catasto ufficiale sembra, invece, palese che negli anni ottanta deve essere accaduto qualcosa di grave, qualche accorpamento/ frazionamento/ intervento strutturale, insomma qualcosa che non era stata autorizzata  e, quindi, il garage non è agibile: Si certo è salubre, è sicuro staticamente, ma manca la “conformità urbanistico edilizia”…………… e allora?

Allora occorre chiedere l’autorizzazione in sanatoria, ex post, con l’accertamento di conformità……. ma poi sarà conforme???

Era anche in zona vincolata come paesaggio e in un palazzo vincolato come bene culturale…. e, quindi, ……………………. quindi qui in sanatoria non si può chiedere! e allora????

Allora bisogna ripristinare lo stato dei luoghi, ritornare a prima del ’39, chiedere le autorizzazioni alla Soprintendenza e poi rifare i lavori!

Steve è anche d’accordo ad evitare di lavorare, ad evitare di pensare a come costruire il suo computer, ad investire tutti i suoi capitali in questa opera edilizia essenziale…..ma non sa come “ripristinare lo stato dei luoghi”……………………. va a chiedere agli Uffici, gli stessi che hanno decretato i sigilli per le modifiche illegittime intervenute negli anni ottanta e vuole sapere da questi Uffici come immaginano che fosse in origine il garage……ma loro sanno che è cambiato illegittimamente, ma non possono immaginare come era prima.

Serve una perizia giurata di un tecnico privato che  dichiari come era il garage…… ma il tecnico aveva già giurato che nel 2016 era uguale a prima del 1939, quindi non può ora immaginare come era prima degli anni 90 per ripristinare lo stato dei luoghi.

E allora si deve andare da altri tecnici, quelli che sono titolari delle cattedre in cui si insegna la conformità pre 1930, quelli che non ricordano la seconda guerra mondiale, la crisi economica, la povertà che aveva portato a dividere, frazionare, affittare, convivere, quelli che non conoscono i “bassi” e che non ricordano le occupazioni dei sottoscala e dei garage, quelli che nei quartieri spagnoli non sono mai entrati e nei decumani vanno solo a vedere il Cristo Velato  e i pastori di san Gregorio Armeno, quelli che dell’inestricabile tessuto edilizio del centro storico non hanno la più pallida idea………. e Steve ripristina lo stato dei luoghi e presenta tutte le richieste di autorizzazione  necessarie. Finalmente la pratica dovrebbe andare in Commissione edilizia……. ma la Commissione non c’è; dovrà aspettare che venga nominata……ma nel Comune non sanno come si nomina……. Poi la pratica dovrebbe dividersi in tre pratiche: due in Uffici ben distinti (edilizia e paesaggio) del Comune di Napoli e l’altra alla Soprintendenza per i beni culturali ……… ma nel Comune non hanno gli Uffici ben distinti perché il Direttore è uno solo (illegittimamente frazionato?!?), forse dopo qualche anno tutti/e troveranno l’accordo su come doveva essere negli anni 30 il garage e concederanno a Steve di ricostruirlo com’era nel 2016 e così la SCIA potrà passare  ……. ma lui non la presenterà perché, nel frattempo, da un lato non ha più i capitali necessari per iniziare l’attività, dall’altro quell’attività che voleva  avviare è già anni luce avanti a Milano, Trieste, Padova e, perfino, a Catanzaro. Oppure perché l’hanno intrapresa altre persone  che avevano un locale agibile o ritenuto tale fortunosamente dagli uffici…….. oppure perché le altre persone hanno seguito l’illuminato consiglio di iscriversi alla camera di Commercio come artigiani…..(nel qual caso, pare, che questa trafila sia risparmiata!) o hanno trovato una “lettera” segreta che consente alle dirigenti, in talune ipotesi (ma quali?) di prescindere dall’agibilità!

Ma Steve può ancora essere considerato un fortunato….. perché se invece, oltre a vendere i computer, avesse accarezzato altre due idee “rivoluzionarie” avrebbe incontrato ben altri problemi: se, poniamo caso, avesse voluto aprire un ombrellone davanti alla porta del garage e installare sul tetto del palazzo sotto il quale esiste il garage un tabellone pubblicitario: l’ufficio gli avrebbe richiesto l’agibilità dell’intero palazzo – appartenente diciamo ad una ventina di condomini e loro eredi – colpito da decine e decine di accatastamenti illegittimi (?)  tra il 1977 e i nostri giorni e l’autorizzazione antisismica per l’insegna e per il palazzo di fine ottocento…. poi avrebbe forse concesso l’ombrellone …..ma solo per 4 mesi  e con sostegno centrale (non lateralizzato???)…..sempre che, a causa della Bolkestein (reinterpretata da Panini), fosse stato possibile evitare la “gara” per la concessione del suolo pubblico!

Il tono scherzoso non vi induca in errore……… non è uno scherzo!

IAV

 

 

 

 

Lascia un commento