Ancora su Edenlandia? No. Su chi racconta favole: ma sono i giornalisti o le loro accreditate fonti made in Naples?

Ma cosa occorre per vendere o somministrare a Napoli? Dalle fonti orali sembra che i procedimenti siano Made in Naples (da qui il nuovo nome del Servizio Commercio al dettaglio??).

Ma, non essendo presumibile che si proceda secondo “diritto non scritto” ( o si?) , invece delle fonti orali, a quanto pare inattendibili, seguiamo le fonti scritte!

Disposizione del Direttore Generale n. 2l del 15.5.2014

7. Sono altresì esclusi dall’ambito di applicazione del procedimento gestito dal SUAP:

a) gli immobili a destinazione produttiva nei quali sono stati commessi abusi edilizi per i quali non sia mai stata presentata domanda di condono edilizio;

b) gli immobili a destínazione produttiva per i quali è pendente un procedimento non ancora esitato di condono edilizio;

c) gli immobili a destinazione produttiva per i quali si renda necessaria la presentazione di una domanda di accertamento di conformità di cui all’art. 36 del D.P. R. 380/2001 , ovvero questa sia stata presentata al competente ufficio ma non ancora esitata.

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E se tutto ciò non veniva previamente risolto cosa succedeva?

Diversamente, deve esserne disposta l’improcedibilità per carenza di un pre-requisito essenziale.”

Considerato il numero dei casi sub a) e b), considerato che la domanda di accertamento di conformità non poteva essere attivata in zona vincolata e che Napoli è quasi tutta vincolata, era facile comprendere che non si poteva aprire NIENTE, che l’esistente non poteva essere ceduto etc e che occorreva auspicare l’immortalità dei titolari delle attività produttive perchè anche la successione mortis causa poteva rendere improcedibile le istanze, la scrivente ha inutilmente scritto al Sindaco:

si devono avvertire le imprese che, in presenza di un patrimonio edilizio abusivo o parzialmente abusivo o abusivo in alcune parti e , comunque, privo dei certificati di agibilità e abitabilità per oltre l’80% in città, con percentuale che arriva quasi al 95% con riferimento alla zoccolatura del piano terra (per evidenti motivi sottoposta nei decenni a reiterate ristrutturazioni e modifiche), non solo risulterà praticamente impossibile intraprendere una nuova attività, ma sarà anche impossibile modificare, volturare, ampliare, mutare i settori merceologici o addirittura “ereditare” perché la Disposizione impedisce al soggetto non munito di collaudo ed agibilità addirittura di accedere allo Sportello!

Risposta: il silenzio!

A questo punto si dovrebbe camminare per strade prive di attività commerciali, artigianali, bar e ristoranti, dovrebbe essere quasi impossibile avvistare gazebi e strutture variamente chiuse per sedersi a consumare, notare negozi abbandonati nel centro antico di Napoli……………………….. e invece NO.

E allora forse i sistemi sono altri e non si trovano nelle “fonti del diritto”!

E’ ovvio che chi ha subito tutti gli iter da sistema ufficiale, o si è rassegnato alle procedure “extra ordinem” , quando vede villaggi natalizi coorganizzati dal Comune, alberi, village etc etc si domanda come mai, improvvisamente, l’agibilità occorrente per vendere (se va bene) due libri al giorno, può invece mancare per iniziative di ben altra portata.

Del resto per Edenlandia e il suo villaggio, la presenza del simbolo del Comune e delle Scia per vendere e somministrare escludono, in ogni caso, la possibilità di trasferire ad altri la responsabilità di carenze documentali, perchè per presentare al SUAP la scia per vendere e somministrare, doveva già essere tutto a posto da ogni altra fonte e autorità, altrimenti il Servizio Made in Naples e il Suap dovevano disporne:

I’improcedibilità per carenza di un pre-requisito essenziale.”

Nell’ormai lontano luglio del 2014 in una Relazione in cui rammentavo al Sindaco che il SUAP era stato creato per agevolare le attività produttive e che il Regolamento SUAP approvato non rispondeva a tale finalità, avevo scritto: “Finalmente tutto ritorna nell’ordine consueto: prima si deve mettere a posto l’immobile e solo dopo si potrà procedere con la pratica amministrativa per l’attività, cambiando uffici di volta in volta, passando da un “dirigente” all’altro e rispettando con precisione gli orari, anche monosettimanali, di uffici che invece, per definizione, dovrebbero al più essere autorizzati dal Sindaco alla chiusura al pubblico solo per un giorno al mese!!!!!!!!!

Qualcuno può crederci in buona fede….. ma è bene che rifletta!

Chi pagherà? In parte l’imprenditore che sarà costretto a sborsare per mesi canoni di locazione di notevole entità senza entrate, effettuare i lavori (con spese da 100.000 euro a salire) dopo le autorizzazioni, concluderli, ottenere l’agibilità e solo successivamente sapere se l’attività che aveva in mente di intraprendere potrà o meno essere svolta!

In parte i consumatori sui quali il prezzo di tutto ciò deve essere riversato.

Sicuramente la Città che, ovviamente, non potrà essere scelta come luogo in cui investire, aprire negozi, alberghi, bar, ristoranti, portare capitali dall’estero o da altre parti d’Italia e in cui assumere qualcuno dei tanti giovani senza lavoro e senza reddito!!!!!!

Soggetti impotenti, nelle mani dei loro professionisti che evidentemente non ne curano gli interessi, nelle mani del “potere politico” occupato su ben altre questioni, nelle mani di facebook e di TWITTER sui quali si

discute se era giusto sanzionare le bancarelle dei librai di Port’Alba o meno, dividendosi tra i fautori della “legalità” (i vigili urbani del Comune di Napoli!!!!) e quelli della “cultura” ( i librai e la Napoli-bene), mentre NESSUNO si pone la domanda più elementare e banale: perché i banchetti dei libri erano istallati con occupazione abusiva del suolo pubblico????

Ma il Sindaco, come detto, non ha ritenuto opportuno approfondire……

Perchè Crescentini pensa che le responsabilità siano burocratiche?? I burocrati sanno solo che, se i riflettori si accendono, procedere con fonti non scritte made in Naples può essere pericoloso!

IAV

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