Edenlandia: ma la Soprintendenza di Napoli è ormai un parco giochi?

Potrebbe non meravigliare che la stampa cittadina o le persone comuni parlino genericamente di beni culturali e di paesaggio e parlino di vincoli e di pareri della Soprintendenza senza operare i necessari “distinguo”.

Ciò che meraviglia è che anche tecnici e giuristi accedono in genere a questa impostazione. E che gli Uffici del Comune di Napoli non riescano a comprendere i principi di base di un Codice Urbani ormai approvato da oltre 10 anni.

Ma il vero scandalo è che la Soprintendenza non conosca gli atti che dovrebbe emanare, i presupposti per la loro emanazione, i propri poteri e gli effetti giuridici dei propri atti!

La prima domanda è: cosa hanno autorizzato ad Edenlandia per il Natale 2016 e prima di autorizzarlo hanno controllato  il ripristino dello stato dei luoghi?

Per anni ho creduto che il problema fosse di alcune persone o perché “capre” per dirla con Sgarbi o per “distrazione” , nel senso che, occupati in più vaste meditazioni sul tema della tutela dei beni culturali e del paesaggio, non curassero le banalità degli atti amministrativi quotidiani che incidono sulla vita dei cittadini!

Ma si succedono Soprintendenti, cambiano i funzionari e il quadro non si modifica: allora l’indagine deve scavare più a fondo e cercare, come si diceva negli anni settanta, quali sono gli “interessi tutelati”, ben oltre i beni culturali e il paesaggio.parco-giochi

Con l’ultimo Soprintendente, ritenendolo sicuramente persona attenta, ho anche tentato un colloquio di chiarimento sollecitando la sua attenzione sull’operato dei funzionari…… ma tutto prosegue come sempre!

E mentre a livello della normativa statale ci si arrovella sulle “virgole” a Napoli vige la sciatteria più totale, l’insipienza ai limiti della credibilità accompagnate, come da protocollo, da una arroganza senza limiti.

Su questo blog pubblicherò i verbali dei loro interrogatori, i loro pareri, le lettere che scrivono: talvolta commentandoli, talaltra senza commenti perché dalla semplice lettura si potrà evincere, il livello del dibattito tra gli “esperti” del Comune e la Soprintendenza Napoletana.

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